Quando la bellezza è una storia di famiglia. Due sorelle, Layla e Alba Rigazzi con la fascia di reginette di bellezza a distanza di cinque anni, nel 1960 e nel 1965 e adesso la nipote, Cecilia Musitano Guerrera, 18 anni, che compete per la coroncina di Miss Italia 2026 . L’elezione lunedì , 21 settembre, nel castello di Santa Severa (RM), con una diretta che andrà su tele San Marino e su Raiplay. A sostenerla nonna Layla che arrivò alla vittoria, 66 anni fa con il titolo di Miss Liguria.
Ieri e oggi, ci racconta come visse questa esperienza allora?
«Io la bellezza avevo cominciato a viverla già prima. Mia nonna era antiquaria, amava le case piene di mobili antichi. Era francese e suo marito era francese; lui era botanico e aveva scritto libri di botanica sui farmaci che venivano dalle piante. Sono cresciuta in quell’ambiente».
La bellezza della cultura ma anche una famiglia dove la genetica conta. Crede che questa “eredità” abbia influenzato sua nipote a ripercorrere le vostre tracce?
«Mia madre era di una bellezza stupenda. Tutti mi dicevano: tu sei carina, ma tua madre… Le sue sorelle erano due splendori: una era rossa, l’altra bionda con gli occhi azzurri. Io non mi sono mai piaciuta. Avrei voluto essere completamente diversa».
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Come avrebbe voluto essere?
«Io ero alta un metro e 72, avevo delle gambe lunghissime, ero tutta a gambe e avevo pochissima vita. Cercavo sempre di cancellare quello che per me era un difetto. Una volta noi ci guardavamo criticamente. Oggi nessuno si guarda più criticamente».
Veramente i social hanno reso le ragazze insicure, costrette a confrontarsi con modelli impossibili.
«Tutte e due le cose. Si tende all’omologazione e non alla valorizzazione personale».
Come dovrebbero vivere questa esperienza le ragazze arrivate alla finale?
«Come un gioco, anche se poi per qualcuna di loro la vita cambierà. E direi loro, fate come ho fatto io non diventate schiave della bellezza».
IL PERSONAGGIO
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Lei prese invece una strada completamente diversa.
«Io mi sono sposata quando non avevo neanche 21 anni e ho fatto la moglie per tutta la vita. Sono stata felicissima di averlo fatto. Ho aiutato mio marito ad avere una carriera brillante».
Aveva appena 19 anni quando incontrò l’uomo che sarebbe diventato suo marito, un medico palermitano di 22 anni.
«Ci siamo conosciuti a Milano, alla Terrazza Martini. Io ero in Miss Italia e avevo l’impegno di andare spesso lì».
Un incontro che avrebbe cambiato completamente il significato di quella corona.
«Ho vissuto un periodo meraviglioso della mia vita. E credo che una cosa del genere non capiti a tutti».
Cinque anni dopo Layla avrebbe visto la corona finire sulla testa della sorella Alba.
«Mia sorella è completamente diversa da me. È fotogenica in una maniera incredibile. Lei ci provò a entrare nell mondo dello spettacolo: recitò in un film, divenne una diva dei fotoromanzi, fece da valletta a Mike Bongiorno. Siamo state le uniche due sorelle Miss Italia».
E oggi la storia della famiglia torna a incrociare quella del concorso: una nipote di Layla è infatti tra le finaliste di Miss Italia 2026.
«Mi ha fatto piacere farlo soprattutto per Miss Italia. Sono legata al concorso e a Patrizia Mirigliani, degna figlia di suo padre»..
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