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Leone XIV: “La tregua a Oleshky porti alla pace in Ucraina”

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CITTÀ DEL VATICANO. «In questi giorni si è svolta l’azione umanitaria a favore della popolazione civile nella città di Oleshky – scandisce Robert Francis Prevost -. Auspico che la collaborazione tra le parti che ha reso possibile questo doveroso gesto di umanità faccia crescere la volontà di dialogo e porti a nuove iniziative concrete di pace». Poi l’invocazione per le vittime dei conflitti: «Affidiamo a Maria, Regina della Pace e di tutti i Santi, quanti in ogni parte del mondo soffrono a causa delle guerre». Infatti «la santità supera i calcoli dell’avidità ed è per tutti i disarmati e non un privilegio per pochi. I santi e le sante sono il segno più bello del Regno di Dio, i gesti e le scelte d’amore superano la prepotenza del male», avverte il Papa.

Nella solennità di Tutti i Santi, Leone XIV si affaccia alla finestra dello studio, nel Palazzo Apostolico Vaticano, per recitare l’Angelus con i fedeli e i pellegrini riuniti in piazza San Pietro. Una ricorrenza, evidenzia il papa, che richiama «l’innumerevole famiglia di uomini e donne che, seguendo il Gesù, hanno fatto della propria vita un dono a Dio e al prossimo». E che, nei differenti percorsi di santificazione, hanno desiderato «l’oceano dell’infinito amore: una moltitudine immensa, che nessuno può contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua».

Oggi, sottolinea il Pontefice, «celebriamo tutti i santi: quelli che la Chiesa ha riconosciuto come tali e anche i tantissimi che non lo sono stati ma che Dio conosce». Si tratta di «poveri in spirito, ma ricchi dell’amore di Dio». Spiega Robert Francis Prevost: «Hanno volti rigati dalle lacrime, ma consolati nella preghiera. Sono miti di fronte alla violenza e ricompensati dal Padre. Affamati di giustizia e saziati nell’intimo della coscienza. Disponibili al perdono e abbracciati dalla misericordia. Disarmati nel cuore, ma custoditi da Dio. Costruttori di pace, chiamati per nome da Dio. Perseguitati e offesi, ma forti nella fede e nella carità».

Prepotenza dei malvagi

Leone XIV ribadisce l’impossibilità pratica di «contare la schiera di questi fratelli e sorelle, e non solo numericamente». E precisa: «La santità non è riducibile a nessun calcolo, perché così è il bene che tutti i santi hanno diffuso attorno a sé nel mondo». Quindi «guardando ad essi con ammirazione ci chiediamo: queste persone, con la grazia di Dio, che cosa hanno generato? Essenzialmente gesti e scelte d’amore, che superano i calcoli dell’avidità e la prepotenza del male che a volte sembra prevalere. I santi e le sante sono il segno più bello e più forte del Regno di Dio che viene, anzi, come insegna Gesù, che è già in mezzo a noi».

Inoltre «questa moltitudine beata abbraccia le più diverse provenienze, culture e situazioni di vita: la santità non è un privilegio per pochi, ma è una vocazione universale che interpella ciascuno di noi lì dove viviamo». Questo, secondo Robert Francis Prevost, è «il messaggio carico di speranza della festa di oggi. Dio vede il bene che noi non vediamo, conosce storie che noi non conosciamo, raggiunge cuori ai quali noi non abbiamo accesso. La Vergine Maria, beata perché ha creduto alla parola del Signore, accompagni i nostri passi sulla via della santità, affinché non ci stanchiamo di costruire la pace, sia nelle situazioni più importanti sia in quelle della vita di ogni giorno».

No all’odio

Ricorda Leone XIV: «Da ieri fino al 13 novembre si svolgono a Dakar, capitale del Senegal, i Giochi olimpici giovanili per atleti dai 15 ai 18 anni. È il primo evento olimpico organizzato nel continente africano. Oltre alle gare questi Giochi comprendono incontri educativi e culturali per promuovere i valori olimpici e la conoscenza tra giovani di tutto il mondo. Ecco di nuovo un segno di speranza che viene dal mondo dello sport. Saluto e benedico di cuore tutti i partecipanti».

E conclude: «Ieri a Savannah, in Georgia, negli Stati Uniti d’America, sono stati beatificati Pedro de Corpa e quattro compagni, religiosi dell’Ordine dei Frati Minori, uccisi in odio alla fede nel 1597». Lo ha ricordato Papa Leone XIV dopo la recita dell’Angelus in piazza San Pietro. «Originari della Spagna, risposero con generosità alla chiamata del Signore per evangelizzare le popolazioni dell’America, fino al dono della propria vita». Con l’invito ai fedeli a invocare «l’intercessione di questi martiri per tutti i missionari del Vangelo».

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