MILANO. Dietro ai manifesti comparsi nei giorni scorsi contro la Lega c’è Egidio Castelli, imprenditore dell’acciaio con un passato nella Lega delle origini e da tempo critico nei confronti del Carroccio. È stato lui stesso a rivendicare la paternità dell’iniziativa, spiegando di aver investito circa 2.400 euro di tasca propria per finanziare la campagna di affissioni firmata “Fronte Nord”.
Per Castelli il problema non è una singola scelta politica o la trasformazione della Lega in partito nazionale. La sua critica è molto più radicale e investe l’intero movimento. «La Lega non è più la Lega», ripete, sostenendo che il partito abbia tradito i principi autonomisti e federalisti che ne avevano ispirato la nascita.
Nel mirino finiscono i principali esponenti del partito, a partire da Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti e dal presidente della Lombardia Attilio Fontana. Secondo Castelli “rappresentano una classe dirigente che governa da decenni senza essere riuscita a dare risposte ai problemi del Nord, dall’industria alla sanità, fino alla difficoltà delle imprese nel reperire manodopera qualificata”. Critiche che lui stesso ha rilanciato rivendicando pubblicamente l’iniziativa dopo il clamore suscitato dai manifesti.
La distanza con il Carroccio, in realtà, non nasce oggi. Castelli aveva lasciato la Lega già alla fine degli anni Novanta, denunciando quella che riteneva una progressiva perdita dell’identità originaria del movimento, e nel corso degli anni ha promosso diverse iniziative politiche nell’area indipendentista e autonomista.
Da qui anche la sua provocazione: «Serve un Vannacci del Nord, ma non di destra». Un riferimento che, nelle intenzioni di Castelli, non richiama tanto un’appartenenza politica quanto la necessità di una figura capace di rompere gli schemi, parlare senza filtri e rappresentare quel pezzo di Nord che non si riconosce più nella Lega attuale.
La stoccata di Salvini: “Vannacci? delusione più umana che politica”

Per Castelli, dunque, i manifesti non sono soltanto una protesta, non la prima per la verità. Nella sua vita politica ne ha organizzate diverse di proteste con i manifesti appesi per strada. È il suo tentativo di riaprire uno spazio politico per chi continua a sentirsi orfano della Lega delle origini e ritiene esaurita l’esperienza dell’attuale gruppo dirigente.
IL RACCONTO
Salvini ai giovani della Lega: “Resto in sella. Guiderò la campagna elettorale con Zaia e Fedriga al fianco”

Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it






