Gli azionisti del Monte continuano a picconare il piano di Luigi Lovaglio e anche dal primo socio di Banco Bpm non arrivano certo carezze: i francesi di Crédit Agricole confermano le indiscrezioni e fanno sapere di non considerare l’opzione di aderire all’offerta di Siena su Piazza Meda. «Abbiamo deciso di non conferire le azioni», ha chiarito l’amministratore delegato dell’Agricole, Olivier Gavalda. L’Ops su Bpm e quella su Banca Generali, annunciate da Lovaglio a ridosso di Ferragosto, sono però destinate a non arrivare mai sul mercato. Il fronte che si opporrà all’ad del Monte ha superato il 33%: anche la famiglia Caltagirone voterà contro, seguendo la strada tracciata dagli eredi Del Vecchio e dai Benetton. A loro si aggiunge il fondo Praude di Massimo Malvestio che con lo 0,72% di Mps aderirà all’Opas di Intesa Sanpaolo definita «equa» e «conveniente». Per Lovaglio, ormai, raggiungere la soglia del 66,67% che consentirebbe di liberarsi dalle maglie della passivity rule è una missione impossibile. Il progetto resterà su carta.
Da Siena arrivano «segnali importanti» che rafforzano l’offerta di Intesa Sanpaolo, ha sottolineato Giovanni Azzone, presidente della Fondazione Cariplo che è tra gli storici azionisti di Ca’ de Sass. «Di fatto – ha detto – votare contro i punti della parte straordinaria dell’assemblea di Mps vuol dire allargare il sostegno all’Opas di Intesa Sanpaolo; non possiamo che accogliere con soddisfazione questa decisione», ha aggiunto il presidente di Cariplo che si prepara a far spazio ai nuovi soci della banca guidata da Carlo Messina.
Delfin avrà il 4%, la famiglia Caltagirone il 2,9% e la holding Edizione dei Benetton si attesterà allo 0,7%. «Collaboreremo insieme a tutti gli azionisti, mantenendo un atteggiamento stabile da parte di tutte le fondazioni», ha poi sottolineato il presidente della Compagnia di San Paolo, Marco Gilli, altro socio storico di Ca’ de Sass. «Tutto sta andando nella giusta direzione» per il successo del progetto di Carlo Messina e «noi – ha ricordato Gilli – continuiamo a ribadire che vediamo un interesse generale per il Paese: creare una realtà di scala più ampia, che in Europa serve».
L’Operazione
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Con la conquista di Mps, e quindi di Mediobanca, Intesa Sanpaolo prenderà il controllo del 13,3% di Generali e per il futuro del Leone si prospetta una coabitazione tra Ca’ de Sass e Unicredit, che possiede una quota del 9% del gigante delle assicurazioni. «Mi auguro proprio che si trovi un modo» per convivere, «perché sarebbe un bene per il Paese che questa grande azienda trovi una stabilità», ha detto la presidente della Fondazione Crt, Anna Maria Poggi, che è azionista con il 2,29% in Unicredit e possiede poco meno del 2% di Generali.
A margine dei festeggiamenti per i 35 anni della Fondazione, celebrati con l’acquisto della storica sede di Palazzo Perrone di Torino, Poggi ha ricordato di aver «sempre parlato» con gli altri azionisti e anche in futuro «lo faremo con trasparenza. Le fondazioni – ha ricordato – hanno una logica diversa dalle altre istituzioni: a noi interessa l’investimento stabile, duraturo e continuativo».
Per decifrare le prossime mosse che giocherà l’ad di Unicredit sul tavolo del risiko italiano, ha detto Poggi, «bisognerebbe essere nella testa di Andrea Orcel: tutti i grandi gruppi sono in espansione, quindi o nel breve o nel lungo o nel medio periodo tenderanno» a chiudere acquisizioni. «Noi abbiamo bisogno di istituti che abbiano questa logica e sono ben contenta che Intesa Sanpaolo e Unicredit facciano queste operazioni perché nel contesto europeo le contano le dimensioni».
Lovaglio ha incassato l’ok dell’Ivass al trasferimento della quota in Generali in Mediobanca Premier e studia con gli advisor le contromosse. Lo spazio di manovra è limitato. Il consiglio del 15 ottobre potrebbe essere anticipato, mentre si valuta la possibilità di rinviare l’assemblea per aggiornare l’ordine del giorno e prendere tempo. Mentre l’ad di Siena è nell’angolo, Unipol ha esercitato la delega per l’aumento di capitale da 2,5 miliardi che serviranno a comprare da Intesa Sanpaolo 635 filiali del Monte. Le Coop azioniste sottoscriveranno il 50% dell’aumento.
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