Magi e Soldo con un barattolo di cannabis alla Camera: “Fa meno male del Ddl sicurezza”

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Sei grammi di cannabis, comprati su Telegram e poi spezzettati sopra il testo del nuovo Ddl Sicurezza per protestare contro l’emendamento approvato al Senato per non riconoscere la lieve entità in caso di uso continuativo e senza distinzioni tra droghe leggere e pesanti. Questa la provocazione del segretario di +Europa Riccardo Magi nella conferenza stampa di questa mattina, lunedì 20 aprile, alla Camera in occasione della Giornata internazionale della consapevolezza sulla cannabis..

«Con un clic chiunque a qualsiasi ora e con grande facilità può acquistare questa sostanza – ha denunciato durante la conferenza stampa Antonella Soldo, la presidente di Meglio Legale -. Il governo è riuscito a togliere la cannabis light, la canapa legale, dai negozi che la producevano e la vendevano. Questa invece saranno cinque, sei grammi. L’ho pagata 50 euro, la metà andranno investiti dalle mafie nei traffici illegali, l’altra metà sarà servirà al riciclaggio».

Cannabis, fumata collettiva davanti a Montecitorio: “Consumatori trattati come criminali”

Arrivano puntuale la risposta di Carlo Giovanardi, da sempre fiero esponente del proibizionismo ed ex ministro del governo Berlusconi che aveva la delega alla lotta alle tossicodipendenze e definisce «irresponsabile l’appello all’uso libero della cannabis che, come tutti sanno – afferma – è la porta di ingresso a droghe più pesanti come cocaina e eroina». «Purtroppo in sede parlamentare – conclude Giovanardi – sono stati commessi reati, come ammesso dagli stessi dimostranti».

«Nel 1995 con Marco Pannella e altri radicali distribuimmo bustine di hashish a Porta Portese, qui a Roma. Subimmo un processo, a cui nel mio caso seguì una condanna definitiva a tre mesi. Denunciavamo quello che stava succedendo, con le retate di quella estate contro ragazzi nella riviera romagnola» ha ricordato il segretario di +Europa Magi al flashmob con le associazioni antiproibizioniste che si sono date appuntamento per una “fumata collettiva” -. Sono passati più di trent’anni e intanto ha legalizzato il Canada. La maggioranza della popolazione statunitense vive in Stati in cui la cannabis è legale, ha legalizzato la Germania e in Italia siamo ancora qui. Altro che giorno della marmotta».


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