Da questa mattina, Malpensa ha ufficialmente un nuovo nome: Aeroporto Internazionale Milano Malpensa – Silvio Berlusconi. L’intitolazione dello scalo all’ex presidente del Consiglio è stata celebrata al Terminal 1, alla presenza delle principali autorità istituzionali e dei rappresentanti della famiglia Berlusconi, con lo svelamento di una targa.
Al centro della cerimonia, il significato simbolico del nuovo nome e il legame tra Berlusconi, Milano e un’infrastruttura che rappresenta una delle principali porte d’accesso dell’Italia all’Europa e al mondo.
A parlare a nome della famiglia – non senza emozione, è stato Paolo Berlusconi, che ha legato l’intitolazione alla dimensione patriottica dell’impegno del fratello. «Silvio fino all’ultimo ha speso tutte le sue energie e tutto il suo impegno per lo stesso motivo per cui nel lontano 1994 ha deciso di scendere in campo: l’amore per il suo Paese», ha detto.
«L’Italia è il Paese che amo. Il Paese delle sue radici, delle sue speranze, dei suoi orizzonti», ha detto Paolo citando il celebre discorso dell’ex Cavaliere, sottolineando come oggi, pur non essendoci più, Silvio sia «più vivo che mai: vive nelle sue realizzazioni urbanistiche, nelle sue imprese sportive, nelle sue aziende editoriali e televisive, nella sua eredità politica, nei social, nei nostri ricordi e nei nostri cuori».
Poi il riferimento diretto a Malpensa: «E oggi è presente anche qui, in questo importante aeroporto milanese che Regione Lombardia, ENAC, SEA, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno voluto intitolargli».
Paolo Berlusconi ha quindi richiamato una frase del fratello: «La nostra patria è l’Italia, soleva dire, ma il nostro futuro è l’Europa». Da qui il significato della scelta di Malpensa: «Quale miglior contributo alla memoria di Silvio che dare il suo nome alla porta di accesso all’Europa e al mondo che questo aeroporto rappresenta».
Infine, il ringraziamento a nome di tutta la famiglia: «A nome dei miei nipoti Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi vi ringrazio quindi di cuore per questo prestigioso riconoscimento e per il suo significato». Un riconoscimento, ha concluso, «che lega per sempre il nome di Silvio Berlusconi alla sua amata città di Milano».
Alle parole di Paolo si sono aggiunte quelle della primogenita Marina, presidente di Fininvest e Mondadori, che ha affidato a una nota il suo pensiero: «Malpensa è un crocevia dove Milano e l’Italia incontrano il mondo. È uno spazio di lavoro e scambi, di partenze e ritorni, un ponte tra Paesi, dove ogni giorno si annullano le distanze e si valicano i confini». E proprio per questo, aggiunge Marina, «che nome migliore potrebbe avere, un ponte così, se non quello di Silvio Berlusconi? Un uomo che ha sempre cercato il dialogo con tutti, che ha creduto nei contatti umani, nella forza dei legami e, soprattutto, che ha trasformato in realtà idee impossibili».
«Dispiace per qualcuno che non ha voluto partecipare. Questa non è una intitolazione politica o partitica», dice il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini lanciando una frecciata al sindaco Beppe Sala che, contrario all’intitolazione, ha scelto di non essere presente. «Servirebbe lo spirito di unione di Silvio – ha aggiunto il vicepremier, spiegando che in questo clima internazionale in cui – parliamo di presunti attacchi russi con i droni che poi vengono smentiti da tutte le istituzioni, Berlusconi riuscì a far stringere la mano a Putin e Bush».
Alla cerimonia, oltre agli ospiti intervenuti, hanno partecipato anche molti esponenti di Forza Italia, dai deputati Alessandro Cattaneo, Alessandro Sorte e Stefano Benigni, il senatore Adriano Galliani e il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, tra i nomi più quotati per la candidatura a sindaco di Milano del centrodestra.
La nuova denominazione arriva al termine di una querelle anche giudiziaria. Contro l’intitolazione avevano presentato ricorso il Comune di Milano e i Comuni di Cardano al Campo, Samarate e Somma Lombardo. Il Tar della Lombardia, il 23 aprile scorso, ha però respinto i ricorsi, ritenendoli in parte infondati e in parte inammissibili e confermando la legittimità dell’iter seguito dall’Enac. I giudici hanno inoltre sottolineato la natura prevalentemente simbolica e onorifica dell’intitolazione e il rilievo nazionale e internazionale degli aeroporti, distinguendoli dalla toponomastica locale.
Con quella sentenza si è così chiuso il principale capitolo giudiziario della vicenda e l’Enac ha dato mandato a Sea di procedere con la nuova segnaletica ufficiale dello scalo. Ma, almeno per il momento, non ci saranno effetti tangibili: la sigla dello scalo milanese resterà MPX.
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