«Il successo è stato devastante. Ho cercato di non perdere completamente la testa». Marracash ha le idee chiare su quello che gli è capitato mentre stava diventando il Re del Rap italiano e ieri alla presentazione di “King Marracash”, il docufilm nelle sale italiane il 25, 26 e 27 maggio, lo ha rivelato senza timori. Il consiglio è davvero di non perdere questa pellicola perché il racconto è avvincente, non tralascia nulla dei momenti principali del Re del rap italiano. Naturalmente l’epilogo non può che essere affidato alle immagini del primo tour negli stadi con la tappa simbolo allo Stadio San Siro.
Il film ripercorre la carriera di Fabio Rizzo il nome all’anagrafe intrecciando dimensione artistica e personale. A dare profondità al racconto, le testimonianze di chi ha condiviso questo percorso: Deleterio, Elodie, Guè, Jacopo Pesce, Matteo Mancuso, Marz, Mirko Rizzo, Paola Zukar, Rame e Massimo Recalcati. Diretto da Pippo Mezzapesa, che firma anche soggetto e sceneggiatura insieme ad Antonella W. Gaeta, Chiara Battistini e Shadi Cioffi, il docufilm parte dalle prime rime fino al successo, passando per momenti di ripensamento, fragilità e definitiva rinascita. Un viaggio che parte dalla Barona, tra i luoghi dell’infanzia, e si estende fino alla Sicilia, la terra delle radici familiari e in qualche modo il luogo del sangue. Girato come se la cinepresa fosse davvero un fantasma attaccato a Marra per un anno intero, “King Marracash” mostra la quotidianità, gli affetti, i collaboratori e il processo creativo di ogni pezzo, la costruzione delle barre. Grazie alle tante testimonianze di stima ma soprattutto al Premio Tenco, ricevuto nel 2022.
Questo riconoscimento ha segnato una svolta storica per la musica italiana, certificando per la prima volta il rap e l’hip hop tra i generi capaci di ottenere il massimo plauso dai cantautori e dai critici del nostro Paese. Marra è diventato così un personaggio centrale della scena musicale italiana. Nel film non poteva mancare l’avvenimento più recente: il “Block Party” regalato al quartiere Barona, un concerto pensato come restituzione e riscatto. Un gesto che non chiuso un cerchio ma lo allarga sottolineando per quanto possibile il messaggio di un artista maturo e consapevole: cambiare il proprio destino è possibile, ma diventare il “King assoluto del rap italiano è assolutamente un regalo della vita e un traguardo conquistato a suon di rime intelligenti e un flow unico.
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