Mauriziano, code infinite al Pronto soccorso per il caldo: per i codici verdi attese fino a 500 minuti

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Oltre 9 ore di attesa. Per essere precisi, 566 minuti. Sono da poco passate le 20 di sera e Andrea, 34 anni, al pronto soccorso del Mauriziano aspetta una visita dalle 11.06. L’orario d’arrivo è stampato su un bigliettino verde, lo stesso colore del codice che gli è stato assegnato, che riporta anche il numero che lo identifica come paziente.

«Sono qui perché ho un dolore al polpaccio da qualche giorno, il medico mi ha detto di farlo controllare», dice il ragazzo. Poi allarga le braccia: «In teoria dovrei essere il primo dei codici verdi. Giustamente dipende dalla priorità data agli altri pazienti, in codice rosso o arancione. Però è la prima volta che mi capita di aspettare così a lungo».

Il trentaquattrenne non è l’unico ad attendere da diverse ore. Sullo schermo della sala d’aspetto, quando sono da poco passate le 20.30, al pronto soccorso ci sono 70 pazienti, di cui 31 in attesa di visita. Accanto ai numeri che li identificano, per chi è in codice verde compaiono attese lunghissime. In un caso 466 minuti, in un altro 422. Tra i quattordici codici verdi presenti, la media d’attesa è di 209 minuti. Quasi tre ore e mezza. Sempre tra i codici verdi, chi attende da meno tempo è al pronto soccorso da 158 minuti. Tra i dodici codici azzurri, invece, l’attesa in un caso supera di poco le sei ore. La media? Qui è un po’ più bassa: 153 minuti, poco oltre le due ore e mezza.

In un caso, per un paziente in codice arancione, quello immediatamente meno grave del rosso, il tabellone segna 64 minuti di attesa.

Ma è appunto chi riceve un codice verde a passare più tempo dentro l’ospedale. «Sono arrivata con mia figlia di 28 anni intorno alle 14 – spiega Rosy Cori, seduta su una sedia vicino all’ingresso –. Lei aveva un forte mal di pancia e dissenteria. A un certo punto si è sentita svenire ed è stata trasferita su una barella. Il medico l’ha vista alle 17. 15. Ora stiamo aspettando l’esito degli esami. Ormai siamo qui dentro da cinque ore. Solo l’accettazione è stata veloce, lì ci abbiamo messo un quarto d’ora».

Conferma una signora anziana, che preferisce rimanere anonima: «Sono arrivata all’una meno un quarto – afferma –. Mi hanno detto che nel braccio destro ho un pericolo di trombosi. Poi sono immunodepressa, ma sono ancora qua. Al triage mi hanno già vista due volte, ora deve visitarmi il medico». Ma nonostante le ore di attesa concede: «Il problema è che i medici sono pochi e noi siamo tanti. Solo questo, manca personale. Chi c’è fa il possibile, qui sono sempre stata trattata benissimo». E mentre lo dice viene chiamata per la sua visita.

«Il grande afflusso di pazienti registrato nel pomeriggio, dovuto ancora una volta in larga parte agli effetti del caldo, combinato con l’organico ridotto del mese di agosto, ha generato questa situazione di difficoltà: ce ne scusiamo con i pazienti» hanno fatto sapere dal Mauriziano.

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