NAPOLI. Tra Castellammare di Stabia e Vico Equense la funivia non corre più. È dal 17 aprile di un anno fa che le escursioni sono sospese: dalla vetta del Monte Faito nessuno volge più lo sguardo sul golfo di Napoli e sulla Campania. Lì, a oltre mille metri d’altezza, si è consumata una tragedia che ad oggi, un anno dopo esatto, resta senza risposte.
I fatti
In una giornata di nebbia densa, seguita al forte vento del giorno precedente che aveva determinato la sospensione del servizio, una delle due cabine in viaggio per raggiungere il punto dove cielo e mare sembrano incontrarsi precipitò nel vallone sottostante. Una tragedia di cui nessuno ebbe contezza nell’immediato. Intorno alle 14.30 la cabina diretta alla stazione di Castellammare si bloccò a venti metri dall’arrivo e 11 persone furono tratte in salvo. Fu il primo segnale che qualcosa stava accadendo. Dalla cabina diretta a monte nessuna risposta. E a occhio nudo non era possibile capire perché: la nebbia copriva la visuale. Alcuni operatori, attraverso un sentiero, raggiunsero la cima, convinti di trovare la cabina bloccata a pochi metri dal “tetto” del Monte come era accaduta per quella a valle. Ma la cabina che sarebbe dovuta essere a circa 20 metri dall’approdo non c’era.
I soccorritori davanti ai resti della cabina precipitata 

Fu la conferma di un disastro che quel giorno provocò quattro morti e un ferito grave. La cabina, scivolata all’indietro a folle velocità perché il freno d’emergenza non si attivò come per quella a valle, si schiantò contro un pilone lungo il percorso, si sganciò dalla fune traente e precipitò nel vallone sottostante, finendo infilzata dai rami degli alberi divenuti lame. Lame che fecero strame dei corpi degli occupanti di quella cabina. In quel vallone persero la vita il macchinista Carmine Parlato, 59 anni, di Castellammare di Stabia, e i turisti Janan Suliman, ragazza israelo-palestinese di 25 anni; Elaine Margaret Winn, 58enne britannica, e suo marito Derek Winn, 65 anni. Rimase ferito Thabeet Suliman, 23 anni, fratello di Janan: rientrato a Tel Aviv qualche mese dopo la tragedia e lì ricoverato, è uscito dall’ospedale a febbraio. Resterà disabile.
L’inchiesta
Un anno dopo si attende ancora di conoscere la verità, si attende ancora di sapere cosa è accaduto a mille metri di altezza. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha iscritto nel registro degli indagati l’Eav (l’azienda di trasporto pubblico regionale cui fa capo l’impianto della funivia del Faito) e 25 persone, tra cui il presidente Eav Umberto De Gregorio: tutti rispondono di concorso in omicidio colposo plurimo e lesioni, mentre 14 indagati (De Gregorio non è tra questi) rispondono anche di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e falso in atto pubblico. Sotto inchiesta anche tecnici e funzionari dell’Ansfisa, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, che effettua le verifiche sull’impianto, nonché i referenti della società Franz Part che si sono occupati della manutenzione e del rifacimento delle “teste fuse” (una delle quali è stata rintracciata e sequestrata nei giorni scorsi).
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Tragedia della funivia del Monte Faito, 25 indagati per la morte di quattro persone
MANUELA GALLETTA
L’inchiesta si concentra sulla manutenzione della funivia e sui controlli effettuati, ma anche sul funzionamento dei freni di emergenza. Per capire cosa non ha funzionato, la Procura ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari Luisa Crasta del Tribunale di Torre Annunziata un incidente probatorio, i cui risultati, a un anno di distanza, non sono ancora arrivati e sui tempi non vi è certezza. Il 7 maggio si tornerà in aula: i consulenti nominati dal gip dovrebbero fornire le prime risposte ai quesiti posti per chiarire cosa sia accaduto nella nebbia di quel 17 aprile.
Il ricordo
Mentre si attende di capire perché quella fune ha ceduto e se e di chi furono le responsabilità di quell’incidente, la Città di Castellammare decide di ricordare le vittime della tragedia. Oggi, in coincidenza con l’ora dell’incidente, si terrà una cerimonia civile nei pressi della stazione della Circumvesuviana in piazza Unità d’Italia. Parteciperanno, tra gli altri, il sindaco Luigi Vicinanza, il sindaco di Vico Equense Giuseppe Aiello, il rettore del Santuario di San Michele don Catello Malafronte, una delegazione dell’Ambasciata britannica, autorità civili e militari e rappresentanti Eav. Durante la cerimonia sarà deposta una corona di fiori. La giornata proseguirà con un momento religioso al Santuario di San Michele a Faito, dove alle 12 l’arcivescovo Francesco Alfano officerà una messa. «Sarà un’occasione per rinnovare un ricordo che resta vivo nella coscienza collettiva. Una ferita ancora aperta per le nostre comunità», ha commentato il sindaco Vicinanza.
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