Morto il grande etologo Desmond Morris, raccontò l’uomo come “scimmia nuda”

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Addio a Desmond Morris, etologo britannico di fama internazionale, che si è imposto all’attenzione del grande pubblico e della comunità scientifica varando i primi studi del comportamento umano da un punto di vista strettamente zoologico. Aveva 98 anni ed è morto domenica 19 aprile in Irlanda, dove viveva dal 2018, dopo la scomparsa di sua moglie, Ramona. L’annuncio della scomparsa è stato dato dal figlio Jason, che gli ha reso omaggio con una dichiarazione:

«Quella di mio padre è stata una vita dedicata all’esplorazione, alla curiosità e alla creatività. Zoologo, osservatore dell’uomo, autore e artista, ha continuato a scrivere e dipingere fino alla sua morte. Era un grande uomo e un padre e nonno ancora migliore». Definendo l’uomo una «scimmia evoluta» piuttosto che un «angelo decaduto», e dichiarando la religione «un inganno basato sulla fiducia», Desmond Morris fece infuriare i cristiani negli anni ’60. Ottenne fama mondiale con il suo libro “La scimmia nuda” (1967), tradotto in 28 lingue (in italiano apparso da Bompiani) con 10 milioni di copie vendute nel mondo. Lo zoologo considerava gli esseri umani una specie che condivide con 192 altre specie di scimmie e primati una discendenza comune, comportamenti, rituali e strutture familiari.

«La scimmia nuda» è citato esplicitamente nella canzone Occidentali’s Karma di Francesco Gabbani, vincitore del Festival di Sanremo 2017, utilizzando il concetto di Morris sull’uomo come scimmia nuda per ironizzare sui comportamenti umani moderni. Morris aveva successivamente elogiato la canzone, paragonando la raffinatezza del testo a quella di autori come Bob Dylan o John Lennon. Tra gli altri suoi libri best seller, “L’animale uomo” (1994, Mondadori), “Lo zoo umano” (1969, Mondadori), “L’uomo e i suoi gesti: la comunicazione non-verbale nella specie umana” (1977, Mondadori), “La tribù del calcio” (1981, Mondadori).

Nato a Purton, nel Wiltshire, il 24 gennaio 1928, dopo la laurea in zoologia all’Università di Birmingham, nel 1954 Morris ha conseguito il dottorato alla Oxford University. Ha proseguito per due anni la carriera di ricercatore universitario, per poi entrare alla Società Zoologica di Londra, diventando capo della Zoological Society Tv and Film Unit. Nel 1959 è stato assunto come conservatore dei mammiferi allo zoo di Londra, ruolo che ha mantenuto fino al 1967, quando è stato nominato direttore dell’Institute of Contemporary Arts di Londra. In quegli anni, come presentatore della trasmissione “Zootime”, Morris è stato uno dei volti più familiari della tv inglese, incantando in ogni puntata milioni di telespettatori e portando nelle loro case incredibili avventure e belve feroci.

Nel 1967 il successo mondiale del libro “La scimmia nuda” (“The naked ape”, il titolo originale) gli ha consentito di trasferirsi a Malta e dedicarsi alla pittura, sua altra grandissima passione. Dopo avere studiato a lungo le scimmie, con “La scimmia nuda”, libro divertente, sconvolgente e al tempo stesso rigorosamente scientifico, si è messo a studiare l’uomo. Ma lo ha studiato in quanto scimmia e cioè come l’unico, tra le centonovantatré specie di scimmie, a essere sprovvisto di peli. Nudo, appunto. «Per quanto cerchi di ignorare l’eredità del passato, l’uomo rimane essenzialmente un primate, una scimmia in crisi, che segue nella vita sessuale e sociale i modelli di comportamento fissati dai suoi antenati scimmioni cacciatori», sosteneva il celebre etologo.

Dopo alcuni anni trascorsi a Malta, le ricerche sul comportamento umano lo hanno ricondotto a Oxford, dove ha continuato a scrivere libri, girare documentari per la televisione e dipingendo. Come artista, Morris era legato alla tradizione surrealista ed ha contribuito significativamente al movimento surrealista britannico. La sua prima mostra personale risale al 1948. Nel 1957 curò una mostra di dipinti e disegni fatti da scimpanzé all’Istituto di Arte Contemporanea di Londra; tra questi ve ne erano alcuni di un giovane scimpanzé chiamato Congo.

Morris è autore di oltre sessanta libri, molti dei quali tradotti in italiano: “La mia vita con gli animali” (Mondadori, 1980); “Il nostro corpo: anatomia, evoluzione, linguaggio” (Mondadori, 1986); “Il gatto: tutti i perché” (Mondadori, 1988); “Il cane: tutti i perché” (Mondadori, 1988); “Il cavallo: tutti i perché” (Mondadori, 1990); “Questi splendidi animali: Vita, comportamenti, relazioni con l’ambiente” (Mondadori, 1990); “Noi e gli animali: come convivere” (Mondadori, 1992); “Il mondo degli animali” (Mondadori, 1993); “L’animale uomo” (Mondadori, 1994); “L’occhio nudo: giro del mondo alla scoperta dell’uomo” (Mondadori, 2001); “L’animale donna. La complessità della forma femminile” (Mondadori, 2005); “Linguaggio muto” (Di Renzo Editore, 2004); “Bebè: lo straordinario segreto della vita” (De Agostini, 2008); “Le civette e altre creature della notte” (Castelvecchi, 2009); “Pianeta scimmia” (De Agostini, 2009); “La scimmia artistica” (Rizzoli, 2014); “Un cervo in metropolitana” (Mondadori, 2017); “Le vite dei surrealisti” (Johan & Levi 2018).

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