Morto Sonny Rollins, l’ultima leggenda del jazz

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Sonny Rollins, il leggendario sassofonista tenore considerato uno dei più grandi innovatori del jazz, è morto lunedì all’età di 95 anni. La notizia è stata confermata dalla sua portavoce, Terri Hinte: Rollins si è spento nella sua casa di Woodstock, nello Stato di New York. Non è stata indicata una causa precisa del decesso, ma negli ultimi anni viveva quasi sempre in casa a causa di diversi problemi di salute.

Celebre per il suo suono potente e riconoscibile e per la continua voglia di sperimentare, Rollins è stato per oltre mezzo secolo una figura centrale del jazz. Dalla stagione del bebop fino alle sue esplorazioni nel free jazz, è stato ammirato per la straordinaria capacità d’improvvisazione ed è considerato, insieme a John Coltrane e Charlie Parker, uno dei sassofonisti più influenti della storia.

Anche il pubblico rock ha conosciuto il suo talento grazie alla collaborazione con i Rolling Stones nell’album Tattoo You, che contiene il celebre assolo di sassofono nel brano Waiting on a Friend.

Nonostante il successo, Rollins non si è mai considerato arrivato. Amava definirsi “un lavoro in continua evoluzione” e più volte si allontanò dalle scene per studiare nuovi linguaggi musicali. Era molto severo con se stesso: arrivò a dire che ascoltare le sue vecchie registrazioni gli provocava quasi sofferenza, perché sentiva sempre di poter migliorare.

Negli anni Novanta e Duemila pubblicò una serie di album molto apprezzati dalla critica e continuò a esibirsi dal vivo fino a oltre 80 anni. Una fibrosi polmonare lo costrinse però al ritiro: il suo ultimo concerto risale al 2012, mentre smise completamente di suonare nel 2014.

Tra i suoi lavori più celebri c’è Saxophone Colossus, considerato uno dei capolavori assoluti del jazz. Negli anni Sessanta compose anche la colonna sonora del film “Alfie”, che contribuì a lanciare la carriera di Michael Caine.

La sua vita fu segnata anche da momenti difficili. Da giovane ebbe problemi di dipendenza dall’eroina, finì due volte in carcere e arrivò persino a vivere per strada a Chicago. Nel 1954 entrò volontariamente in una clinica del Kentucky per disintossicarsi: quell’esperienza, raccontò più tardi, gli cambiò profondamente la vita e il modo di vedere il mondo.

Nato ad Harlem il 7 settembre 1930 in una famiglia appassionata di musica, Theodore Walter Rollins iniziò da autodidatta con il sassofono da ragazzo. Dopo aver suonato con giganti come Thelonious Monk, Miles Davis e Bud Powell, diventò rapidamente una leggenda vivente del jazz mondiale.

Lascia numerose registrazioni inedite. In un’intervista del 2020 aveva detto con ironia che, una volta “lasciato questo pianeta”, non si sarebbe più preoccupato del destino della sua musica: “Ho passato la vita a tormentarmi per ogni nota. Almeno non dovrò più farlo”.

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