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MotoGp, Yamaha non andrà al Gp del Qatar per l’instabilità in Medio Oriente

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Finita la gara a Sepang è arrivata la prima importante defezione per il Gran Premio del Qatar in programma il prossimo fine settimana: quella di Yamaha. Il costruttore giapponese ha comunicato ufficialmente che non parteciperà alla gara di Losail a causa dell’instabilità in Medio Oriente. La decisione non riguarda solo il team ufficiale, per cui corrono Fabio Quartararo e Alex Rins, ma anche la squadra satellite Pramac Racing, che schiera Jack Miller e Toprak Razgatlioglu.

Il comunicato diffuso è chiaro: «A seguito della sua ultima valutazione della situazione in Medio Oriente, Yamaha non ha individuato motivi sufficienti per modificare le attuali restrizioni di viaggio in vigore a livello aziendale. Di conseguenza, Yamaha ha comunicato al MotoGP Group la propria decisione di non partecipare al Gran Premio del Qatar del 2026».

Poche righe che pesano come un macigno sul campionato. Nelle ultime settimane gran parte del paddock della MotoGp ha manifestato la sua contrarietà all’evento, ma l’organizzatore non ha sentito ragioni e lo ha più volte confermato. Anche la quasi totalità dei piloti è schierata per il “no” e ha anche mandato al MotoGp Group una lettera (firmata da 19 piloti sui 22 iscritti al campionato) in cui esprimeva la sua posizione.

Yamaha è stata l’unica Casa a esporsi fino al punto di rinunciare a correre, una decisione senza precedenti. Naturalmente, la risposta del MotoGp Group non si è fatta attendere. «La MotoGP esprime il proprio disappunto per la decisione della Yamaha di non partecipare al Gran Premio del Qatar. Pur riconoscendo che il team è soggetto a una politica aziendale più ampia che limita i viaggi in Medio Oriente, non riteniamo che questa decisione rifletta le ampie garanzie fornite a tutte le parti interessate del campionato» è la posizione dell’organizzatore, che sostiene di non avere ricevuto da consulenti indipendenti in materia di sicurezza «alcuna informazione che giustifichi una modifica agli attuali piani per l’evento».

Il MotoGp Group ha anche dichiarato che la decisione di Yamaha avrà conseguenze, anche sul piano sportivo. «Oltre alle implicazioni contrattuali della decisione di Yamaha per i suoi accordi con la MotoGP e l’IRTA (l’associazione che riunisce tutte le squadre), la mancata partecipazione di Yamaha comporta anche implicazioni sportive, le cui eventuali conseguenze saranno gestite dalla FIM in conformità con il regolamento del campionato».

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