Muore schiacciato da una tettoia per proteggere il figlio dal crollo

0
1

Tutto in pochissimi secondi. La percezione dell’imminente pericolo e il tentativo, disperato, di salvare il figlio. A costo della sua stessa vita. Antonio D’Errico aveva 66 anni. È morto ieri mattina per il crollo di una tettoia all’interno di un cantiere privato, a Mesagne. Suo figlio Alessandro, di 26 anni, ha riportato gravi ferite. Adesso è ricoverato all’ospedale Perrino di Brindisi con diverse fratture.

La dinamica

Stando a quanto ricostruito, i due stavano lavorando in una villetta in un quartiere residenziale. Ma all’improvviso alcune travi hanno ceduto. Un attimo prima, la vittima ha percepito che il crollo potesse investire il giovane e gli ha urlato di abbandonare l’area. Probabilmente, accortosi che si trovava proprio nella traiettoria del pergolato l’avrebbe spostato, rimanendo sotto le macerie. Forse facendogli da scudo con il proprio corpo. È morto sul colpo, suo figlio invece è vivo.

I soccorsi

In quel momento, al lavoro c’erano anche altri tre operai: per loro nessuna grave conseguenza. Immediato l’arrivo di forze dell’ordine ed enti competenti per i rilievi all’interno del cantiere. I soccorritori del 118 non hanno potuto fare nulla: per il 66enne troppo gravi le ferite. La villetta è ora sotto sequestro e le indagini sono in corso per verificare l’accaduto, accertando eventuali responsabilità e l’utilizzo di dispositivi di sicurezza.

Onde gigantesche trascinano via un bambino: l’eroico salvataggio del bagnino 16enne

Il lutto in città

La vittima, imprenditore e artigiano, era titolare di una ditta specializzata nelle lavorazioni in legno. Sembra fosse prossimo alla pensione. Non ci sarà nessuna autopsia e la salma è stata restituita alla famiglia che oggi potrà celebrare l’ultimo saluto ad Antonio, detto “Pazzariello”. In città era molto conosciuto e stimato. «Quanto accaduto – dice il sindaco, Francesco Rogoli – ci impone, ancora una volta e con dolorosa urgenza, una riflessione sul dramma inaccettabile delle morti e degli infortuni legati al lavoro. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a tutto questo».


Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it