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Nascono i Maga italiani, duemila a Ferrara

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Il pensiero che non si allinea a quello dominante, che per anni ha vissuto tra gruppi Facebook e chat di Telegram, ha preso concretezza ieri alla Palax Arena di Ferrara. Duemila persone provenienti da tutta Italia si sono radunate in una convention dal purissimo stile americano per testimoniare il proprio essere allineati a ciò che Donald Trump rappresenta.

Il rifiuto di ogni globalismo, la sovranità popolare e il contrasto a ogni tipo di élite mondiale ha preso corpo a Ferrara con la nascita dell’associazione “Italiani con Trump”.

Il mondo Maga si è ritrovato per un pomeriggio colorato di rosso Repubblicano, cappellini che riporta Maga e poco male se le elezioni di metà mandato aldilà dell’oceano sono state un mezzo disastro per The Donald. Anzi, l’argomento è stato appena sfiorato da molti relatori che, invece, si sono concentrati nell’arringare una folla di estrazione sociale variegata, sempre pronta a sventolare la bandiera a stelle e strisce.

L’idea di creare un movimento trumpiano anche in Italia è da attribuirsi innanzitutto al toscano Andrea Colombini, prolifico direttore d’orchestra la cui notorietà è esplosa durante la pandemia Covid-19 per le sue posizioni fortemente critiche nei confronti del Green Pass e delle restrizioni sanitarie. Oltre a lui, a fare incetta di selfie e strette di mano è stato il giornalista Gianmarco Landi, da sempre noto per le posizioni euroscettiche.

«Disilludo i tanti che ci hanno sbeffeggiato – afferma Colombini –. Ci chiamano no vax, terrapiattisti, fuffaguru, complottisti. Ma noi siamo qui riuniti per dire che ci siamo. Here we are. Vogliamo fare nostri i valori patriottici e sovranisti senza razzismo e violenza perché noi non siamo come loro. Trump non vuole un’Italia schiava degli Stati Uniti e prendiamo spunto dalla sua amministrazione. Non siamo un partito politico, ma oggi facciamo la storia».

Applausi a scena aperta anche per il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri: «È un bel momento democratico, per riflettere e pensare con la volontà di creare qualcosa di alternativo al pensiero unico».

Tra i relatori: scrittori contro il sistema e giornalisti anti Ue. Se negli Usa Trump arranca, una mano gliela tendono da oltreoceano i nuovi Maga tricolori.

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