Hanno iniziato ad apparire alla fine dell’estate, quando i soldi messi da parte per le ferie erano terminati ed era chiaro che con gasolio e benzina a livelli mai visti prima, le persone sarebbero entrate nei negozi soprattutto per rifornirsi di cibo e poco altro. Preferibilmente a prezzi scontati. Offerte è la parola magica in grado di soddisfare questi due requisiti e una lunga carrellata di offerte accompagna lungo le principali arterie della Capitale romane e romani che vanno a fare la spesa. Giganteschi manifesti con caschi di banane a prezzi stracciati al posto delle modelle coperte a malapena con qualche capo intimo che un tempo dominavano ai lati delle strade. E poi pelati sottocosto, salumi in svendita e formaggi in saldo per provare a calamitare i clienti verso supermercati e centri commerciali.
Ai Granai, per esempio, 74 negozi, 9 ristoranti, servizi, un ipermercato in un edificio di due piani e oltre ventimila metri quadrati spuntato 34 anni fa a Roma sud, tra la Cristoforo Colombo e l’Ardeatina, quartiere residenziale che ha conosciuto tempi migliori, una zona di passaggio non lontana dalle palazzine del Laurentino 38 ma anche dalla villa dove abita Giorgia Meloni e quella dove un tempo viveva Francesco Totti. Il parcheggio del centro commerciale sembra pieno nonostante il sole caldo che invita ad andare a godersi ancora una giornata di mare prima che arrivi davvero l’autunno. Dal parcheggio una rampa di scale conduce al primo piano e a un lungo corridoio di negozi con merci di ogni tipo, dai profumi alle borse, i vestiti, le calzature, l’intimo. Vetrine scintillanti, interni semideserti e richiami di saldi e svendite in una stagione un tempo considerata di punta. «Gli acquisti? Nell’ultimo anno abbiamo perso il 20%. Purtroppo, la crisi è ovunque e tocca anche noi» ammette Valentina, commessa di Kiko, negozio di trucco e skincare, dove sarebbe disponibile il servizio rapido Makeup & Go (consulenza trucco o skincare di 10 minuti) e l’assistenza per consigli personalizzati se solo ci fossero delle clienti.

Valentina ha ragione, la crisi ha colpito duro. L’Istat certifica che le famiglie ad agosto hanno ridotto gli acquisti di un ulteriore 1% rispetto a un luglio già in calo rispetto al passato. Il freno alle spese di quest’estate di caldo e risparmi riduce il margine di crescita dell’anno, dati che secondo Confesercenti mostrano una irriducibile cautela delle famiglie. A soffrire di più sono i negozi di vicinato, con un calo del 2,5% in volume ad agosto e dello 0,8% nei primi otto mesi, a conferma di una «sofferenza strutturale» del commercio tradizionale.
Si potrebbe discutere se quelli all’interno del centro I Granai sono considerati negozi di vicinato oppure no, ma poco importa in fondo se il calo è arrivato pure in questi luoghi un tempo considerati un tempio delle vendite. Sul corridoio opposto si aprono le vetrine di Timberland, marchio forte delle calzature. Grande spazio e un cliente che quasi si perde tra gli scaffali. Carmen accoglie tutti all’ingresso con un sorriso e tanta voglia di parlare. «Se le vendite sono in calo? Certo, come ovunque. Se le persone per andare a lavorare spendono 20 euro di carburante poi non ci si deve stupire che comprino meno scarpe.

Non bisogna però pensare che sia solo una questione di mancanza di soldi. Di denaro ne gira di meno, è vero, ma quello che c’è viene speso in maniera diversa rispetto al passato. Meno vestiti, meno accessori. Reggono bene però le vendite di food and beverage. Si preferisce una serata conviviale agli indumenti. Noi vendiamo soltanto quando ci sono promozioni e offerte» conclude Carmen. E infatti dalle vetrine de I Sellai si promettono sconti fino al 40 per cento sulle borse che aspettano pazientemente da tempo di trasmigrare altrove. Accanto, in un negozio chiamato Coconuda, si annunciano offerte di ogni tipo, saldi del 20 per cento e riduzioni del 30 e del 50 per cento su pantaloni, scarpe, magliette. Più o meno sono le stesse percentuali del calo di vendite registrato nell’ultimo anno. «Le perdite sono intorno al 30 per cento» spiega Annamaria, la commessa. Lo sguardo imbarazzato e la fretta nel parlare di altro lasciano intendere che, forse, le cifre sono anche più elevate. Poco lontano Alberto Piperno scuote la testa. È il presidente del Consorzio degli operatori commerciali del centro I Granai e il titolare di un enorme negozio di borse, valigie, zaini e ha la sua opinione sul calo delle vendite: «Il discorso è molto più complesso. Il denaro c’è ma viene speso in modo diverso. Le persone che entrano nei negozi sono calate, è vero, ma è cambiato innanzitutto il modo di fare acquisti.

Prima i clienti entravano e toccavano gli oggetti per valutare la qualità. Ora chi viene da noi lo fa per cercare una marca da esibire. E sta a noi con la nostra capacità di entrare in empatia con le persone riuscire a vendere».E quindi alla fine, chi più e chi meno, tutti i commercianti devono affrontare questa nuova stagione di acquisti accuratamente centellinati, di negozi dove a volte i clienti si contano sulle dita di una mano. Eppure, il parcheggio del centro commerciali era pieno. Dove sono i proprietari delle vetture? Passeggiano con aria svagata tra i corridoi godendosi l’aria condizionata, bevono un caffè al bar o un aperitivo serale con gli amici e infine, a sorpresa, si affollano nella grande libreria dal nutrito calendario di incontri letterari e dalle casse dove una lunga fila racconta di un tempo nuovo in cui c’è anche chi invece di un paio di scarpe preferisce comprare un romanzo.
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