Neonati sepolti, Chiara Petrolini condannata a 24 anni e 3 mesi dalla Corte d’Assise

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La procura di Parma aveva chiesto 26 anni di condanna e il tribunale ha deciso per 24 e tre mesi. Chiara Petrolini, la 22enne di Traversetolo che l’Italia ha conosciuto per aver gestato, partorito e sepolto due figli nel giardino della casa di famiglia nelle colline fuori Parma, è appena stata riconosciuta colpevole dei reati di omicidio premeditato e occultamento di cadavere per il secondogenito, ma assolta per il caso del primo nato.

Neonati sepolti, la Corte dispone la perizia psichiatrica per Chiara Petrolini

Presente in aula, la giovane studentessa universitaria e babysitter, ha reagito al verdetto senza esternazioni. Poco prima che la corte d’Assise si ritirasse in camera di consiglio per circa tre ore, il suo avvocato, Nicola Tria, aveva chiesto l’assoluzione, sostenendo fosse incapace di intendere e volere in entrambi gli episodi e poi che nemmeno ci fossero prove di una sua premeditazione omicidiaria, ma al massimo la volontà di abortire.
Molto diversa l’interpretazione data dai giudici, presieduti dal magistrato Alessandro Conte, che hanno in gran parte abbracciato la tesi composta dal procuratore Alfonso D’Avino e dai Carabinieri per quanto riguarda il bambino che la ragazza ha partorito in segreto il 7 agosto del 2024, salvo poi partire per una vacanza negli Stati Uniti con i genitori.
In tribunale, oggi, c’erano anche questi ultimi, che si sono congedati senza commenti. A poca distanza da loro, Samuel Granelli, padre inconsapevole (come tutti gli altri parenti e amici di Chiara), dei bambini che, postumi, ha battezzato Domenico Matteo e Angelo Federico.

Sua madre (nonna dei piccoli), Sara Carossi, entrando in tribunale questa mattina aveva dichiarato ai giornalisti presenti: «Oggi non si vince, oggi perdono tutti. Chiedo solo giustizia e Chiara non voglio neanche commentarla, perché non ha mai chiesto scusa a nessuno per quello che ha fatto».

Date le condizioni di deterioramento un cui fu ritrovato il cadavere del primogenito, partorito da Petrolini il 13 maggio 2023, erano molto minori le prove raccolte dagli inquirenti in merito a un omicidio, che hanno comunque ipotizzato. Probabilmente, la corte ha ritenuto che non ci fossero elementi sufficienti ad emettere un condanna basata sulla colpa certa. Anche il reato di distruzione di cadavere, ipotizzato dall’accusa, è stato derubricato a occultamento da parte dei giudici.
Finora, Chiara Petrolini è rimasta agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, nello stesso luogo in cui ha commesso i delitti per cui è stata condannata.

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