Neymar Junior non è affatto diventato cittadino italiano, la notizia circolata su diversi siti italiani è totalmente priva di fondamento, come confermano fonti del Consolato generale italiano di San Paolo consultate da La Stampa. La diffusione della fake news è avvenuta a seguito della pubblicazione di una foto scattata durante una recente visita del calciatore brasiliano agli uffici consolari per accompagnare la sua attuale fidanzata Bruna Biancardi, lei sì in possesso di regolare cittadinanza italiana. Biancardi è andata al consolato per registrare le sue figlie e non per trasmettere la cittadinanza al fidanzato.
La legge, del resto, è chiarissima: la cittadinanza viene trasmessa solo attraverso il matrimonio con un minimo di tre anni dalla data delle nozze e dopo aver sostenuto un esame di lingua italiana. Neymar sta vivendo giorni di attesa snervante per sapere se sarà convocato dal mister Carlo Ancelotti per difendere i colori della nazionale verdeoro al prossimo mondiale in Nordamerica. Reduce da una serie di infortuni e con un rendimento altalenante nel Santos, la sua attuale squadra, l’ex attaccante di Barcellona e PSG, non è mai stato preso in considerazione da Ancelotti, che l’ha però inserito nella prelista dei convocati. La rosa finale sarà resa nota lunedì prossimo, il Brasile è spaccato tra chi lo porterebbe anche da zoppo e chi invece crede che il suo tempo con la verdeamarela sia già passato.
Neymar, in ogni caso, ci spera, anche se è chiaro che la sua presenza non sarebbe da titolare fisso visto la presenza di giocatori più giovani e apparentemente più in forma di lui. Ancelotti, per ora, non da nessuna pista. Senza passaporto italiano e con un grande punto di domanda sul suo futuro, Ney conta i minuti in vista del fatidico annuncio.
Per il consigliere di amministrazione Rai Roberto Natale, infine, le scuse annunciate dalla trasmissione sono «più che doverose», così come «è indispensabile la verifica annunciata dal direttore Corsini». Natale ricorda che «Concita Borrelli è la stessa “opinionista” che a settembre, in un altro programma Rai, si era detta dotata di un radar attraverso il quale riconoscere i gay. Il servizio pubblico non può offrire il palcoscenico a chi cerca di guadagnarsi la notorietà con parole offensive e sconsiderate».
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