Il centrodestra in Comune conferma il muro: i Subsonica, nel 2026 in cui celebrano 30 anni di carriera, non saranno ambasciatori di Torino nel mondo. La proposta del riconoscimento civico dedicato ai cittadini che si sono distinti nei settori più diversi, dall’impresa allo sport alla cultura, arrivava dal sindaco Stefano Lo Russo. Ma a nulla è servita la sua presenza, ieri, in capigruppo: dopo l’annuncio di lunedì in Consiglio comunale, i partiti di centrodestra hanno ribadito: sono improponibili, non li votiamo. Perché la proposta passi servono due terzi dei voti: senza opposizione, sarebbe bocciatura. E la proposta, così, viene ritirata: Torino quest’anno resta senza ambasciatori.
«Auspisco che possa maturare un ulteriore momento di riflessione sul significato della proposta», aveva detto Lo Russo lunedì. Ma nel momento di riflessione di ieri non sono arrivate aperture. Due i motivi del no del centrodestra, tutti riguardanti Max Casacci. Primo: è stato eletto con Torino Domani in Circoscrizione nel 2021. Secondo: è stato garante del patto su Askatasuna bene comune.
Enzo Liardo, capogruppo di Fratelli d’Italia, rivendica: «Non capiscono o è l’arroganza che li frega? I Subsonica condividono la filosofia di Askatasuna e noi non possiamo permettere che rappresentino Torino nel mondo». Per Pierlucio Firrao di Torino Bellissima «il valore artistico non è in discussione, ma l’ambasciatore deve essere super partes e tra loro c’è chi ha svolto attività politica». Claudio Cerrato, capogruppo del Pd, replica così: «Hanno perso l’occasione di non cadere in una polemica sterile. Da questo alla censura il passo è breve».
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