Il Nobel per la pace 2026 è stato assegnato alla giurista sudafricana Navathem Navi Pillay per i suoi sforzi volti a promuovere la pace e il diritto internazionale.
Nata il 23 settembre 1941, ha ricoperto la carica di Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani dal 2008 al 2014. Sudafricana di origini indiane tamil, è stata la prima donna non bianca a ricoprire il ruolo di giudice presso l’Alta Corte del Sudafrica. Ha inoltre prestato servizio come giudice della Corte penale internazionale e come presidente del Tribunale penale internazionale per il Ruanda. Nell’aprile 2015, Pillay è diventata il sedicesimo commissario della Commissione internazionale contro la pena di morte.
«Il Premio Nobel per la Pace 2026 viene assegnato a una persona che, con eccezionale coraggio e integrità, ha aperto la strada verso un ordinamento giuridico globale più completo e inclusivo. La vincitrice di quest’anno – è scritto nella motivazione – ha svolto un ruolo determinante nel garantire che i crimini di guerra, i crimini contro l’umanità e il genocidio siano perseguiti penalmente».
«L’impegno di Navi Pillay nei confronti dei principi giuridici universali e la sua salda bussola morale sono stati una costante nel corso della sua lunga carriera – viene spiegato –. Nata a Durban, in Sudafrica, durante il regime dell’apartheid, in una famiglia di origine tamil indiana, Pillay è diventata avvocata e pioniera del diritto, affrontando profonde forme di discriminazione strutturale, segregazione ed esclusione. Un filo conduttore collega il suo primo lavoro di difesa di Nelson Mandela e di altre persone che si opposero all’apartheid al suo servizio come giudice in alcuni dei più importanti processi internazionali del nostro tempo».
E poi. «La vincitrice di quest’anno ha ampliato significativamente la portata e l’impatto del diritto internazionale. Ha ricoperto il ruolo di giudice presso l’Alta Corte del Sudafrica, il Tribunale penale internazionale per il Ruanda e la Corte penale internazionale. È stata Alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani e, fino a poco tempo fa, ha presieduto la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sul Territorio palestinese occupato. Oggi Navi Pillay è giudice presso la Corte internazionale di giustizia nel procedimento in cui il Myanmar è accusato di genocidio».
«Navi Pillay – infine – è una delle più grandi difensore dei principi del diritto internazionale del nostro tempo. La sua illustre carriera ci ricorda quanto sia necessario sostenere, rafforzare ed estendere il primato del diritto a livello globale. L’impegno di Navi Pillay per la giustizia e la dignità umana rappresenta una fonte di speranza e ispirazione per tutti coloro che aspirano a costruire un mondo più pacifico».
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