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Non solo Ilva: Cogne Acciai col fiato corto, “niente lavoro a novembre e dicembre”

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Novembre e dicembre senza lavoro. Reparti fermi, addetti a casa. È lo spettro che aleggia sulla Cogne Acciai: ieri le Rsu e le organizzazioni sindacali hanno incontrato la direzione aziendale del colosso siderurgico da oltre 1100 addetti e il faccia a faccia ha riservato una «spiacevole sorpresa» si legge nella lettera inviata da Fim Cisl, Fiom Cgil, Savt e Uilm Valle d’Aosta ai lavoratori.

Al tavolo delle trattative – si legge ancora – il direttore dello stabilimento «ha illustrato tramite una presentazione il piano delle possibili fermate produttive previste da qui alla fine dell’anno». E, scrivono ancora le parti sociali ai lavoratori, «smentendo quanto comunicatoci nelle scorse settimane, si prospetta la concreta possibilità che negli ultimi due mesi dell’anno l’intera azienda rimanga significativamente priva di lavoro».

I sindacati spiegano di essersi «attivati immediatamente su tutti i fronti per individuare soluzioni idonee a gestire ed arginare questa grave criticità», ma che «gli ammortizzatori sociali a disposizione risultano ridotti al minimo e le proposte avanzate dall’azienda prevedono un impiego sproporzionato ed improprio di ferie e permessi annui retribuiti a carico delle lavoratrici e dei lavoratori di Cas, che negli ultimi anni hanno già pagato più volte sulla propria pelle». Per questo, Rsu e sigle sindacali “hanno deciso unitariamente di sospendere con effetto immediato il tavolo di trattativa per il Contratto integrativo e di intraprendere ulteriori eventuali iniziative». E presto saranno convocate le assemblee unitarie.

Intanto è stato fissato per martedì prossimo – 20 ottobre – alle 11 un incontro a Palazzo regionale con la Giunta e i sindacati per fare il punto della situazione. Saranno presenti il presidente della Regione, Renzo Testolin, e l’assessore allo sviluppo economico e al lavoro, Luigi Bertschy. «Fino a qualche giorno fa ci era stato detto che andava tutto abbastanza bene che la situazione era sotto controllo – commenta il segretario regionale del Savt, Claudio Albertinelli –. Invece pare che non sia così».


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