Gli Stati Uniti hanno lanciato un nuovo ciclo di attacchi contro l’Iran mercoledì, poche ore dopo che Donald Trump aveva dichiarato che i recenti attacchi iraniani contro le navi nello Stretto di Hormuz segnavano la fine del cessate il fuoco.
Sul social Truth il presidente Usa ha dichiarato: «Questa è una rappresaglia per il bombardamento di navi da parte dell’Iran avvenuto ieri. Se dovesse succedere di nuovo, la situazione peggiorerà notevolmente!». Il presidente ha postato anche video di quelli che sembrano essere gli attacchi americani.
I vertici militari statunitensi hanno affermato in un messaggio sui social media che gli attacchi avevano l’obiettivo di «ridurre ulteriormente» la capacità dell’Iran di «minacciare la libertà di navigazione» nello Stretto.
L’operazione arriva appena un giorno dopo che le forze armate statunitensi avevano colpito diversi obiettivi militari e infrastrutture portuali, in risposta agli attacchi iraniani contro alcune navi mercantili al largo della costa dell’Oman.
Nel messaggio pubblicato sui social, gli Stati Uniti affermano di «ritenere l’Iran responsabile delle recenti e ingiustificate aggressioni contro il traffico marittimo commerciale e gli equipaggi civili che navigano liberamente in una vitale via d’acqua internazionale».
I media statali iraniani hanno riferito di esplosioni, tra cui nella città portuale di Bandar Abbas, sullo Stretto di Hormuz, e a Sirik, un’altra città costiera nel sud del Paese.
Durante il vertice Nato ad Ankara il presidente Usa aveva preannunciato nuovi attacchi ventilando anche l’ipotesi di prendere il controllo dell’isola di Kharg ma anche una possibile ripresa dei colloqui.
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