WASHINGTON. La Commissione Homeland Security e Affari Governativi voterà oggi, giovedì 6 agosto, una risoluzione nella quale accusa l’epidemiologo Anthony Fauci, per quasi 4 decenni alla guida dell’Istituto nazionale per l’allergia e le malattie infettive (Niaid) e consigliere di tutti i presidenti statunitensi da Reagan a Trump, in “oltraggio” del Congresso. Il motivo è che Fauci nell’audizione al Senato di fine luglio si è rifiutato di rispondere alle domande dei senatori invocando il Quinto emendamento per 111 volte che evita che una persona possa auto-incriminarsi con le sue dichiarazioni.
La tensione e il persistente rifiuto di Fauci di fronte alle domande dei repubblicani hanno spinto Rand Paul, repubblicano libertario del Kentucky e presidente della Commissione, a contestare formalmente l’atteggiamento di Fauci. L’epidemiologo il 19 gennaio del 2025 ha ottenuto la grazia totale dall’allora presidente Biden per ogni cosa compiuta dal 2014 al 2022, data in cui è andato in pensione. La decisione di Biden nasceva dalla volontà di tutelare quelle personalità finite nel mirino della “vendetta politica” di Trump e dei repubblicani. Come Fauci, anche Mark Milley, capo degli Stati Maggiori Riuniti ha ottenuto il perdono. I repubblicani contestano che avendo già la tutela della grazia, Fauci non poteva invocare il Quinto Emendamento. Il senatore Josh Hawley, Missouri, e fra i più critici dello scienziato per la gestione della pandemia e per le relazioni che ebbe con il laboratorio di Wuhan in Cina, la città dove si scoprì il virus del Covid-19, ha citato un’audizione della Corte Suprema del 1896 nella quale si fa riferimento al decadimento del Quinto emendamento in caso di perdono presidenziale. Ricostruzione contestata dagli avvocati di Fauci che ha quindi optato per invocare il diritto di non rispondere. Secondo i legali, infatti, Rand Paul sta conducendo una «ossessiva vendetta» contro Fauci e quindi invocare il Quinto Emendamento è semplicemente una forma di tutela per «una persona innocente».
Se la risoluzione sarà approvata potrà passare poi al vaglio del Senato e la richiesta di incriminazione finirebbe sul tavolo del giudice federale di Washington DC. I democratici contestano non solo il voto sull’oltraggio al Congresso ma l’intera procedura e inchiesta sull’epidemiologo lanciata da tempo dai repubblicani. Tra l’altro è una battaglia che trova il sostegno della maggioranza della base conservatrice che per anni ha contestato come imposizioni liberticide le scelte di Fauci in materia di sicurezza sanitaria. Fauci più volte aveva pubblicamente corretto e contestato l’approccio “leggero” che aveva assunto Trump nel contrasto del Covid e per questo era finito nel mirino dei gruppi No Vax e di Robert J. Kennedy, avvocato che ha guidato una crociata anti-vaccini e mascherine e che oggi è il segretario alla Salute dell’Amministrazione repubblicana.
Negli ultimi giorni, i membri della Commissione sulla Sicurezza nazionale hanno avuto accesso ai tabulati e ai contenuti del telefono che Fauci usava quando era un dipendente federale. Non si sa cosa contenga e cosa i repubblicani vi abbiano scovato. Due settimane fa, Rand Paul aveva fatto trapelare invece il contenuto del diario di Fauci, oltre 1000 pagine in cui lo scienziato parlava fra l’altro del rapporto con Trump e ne criticava l’approccio al Covid.
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