Ora il volto dell’Uomo della Sindone si può toccare, ecco come è possibile

0
2

«Questa riproduzione ha la caratteristica straordinaria di essere fruibile sia da persone con disabilità visiva sia persone vedenti. Non è poco, vuol dire che è accessibile a tutti, è pensato per tutti, non è riservato a una specifica fetta di utenza». Ornella Valle, vicepresidente dell’associazione Apri Ets, spiega il valore della nuova riproduzione visio-tattile della Sindone, presentata questa mattina nella Chiesa del Santissimo Sudario.

Qual è la caratteristica di questo “Lino”

Una copia tridimensionale in resina realizzata dal Museo della Sindone, con il sostegno della fondazione Centro studi Carlo Alberto Ets, che restituisce un’esperienza completa a chi ha una disabilità visiva, ma anche a chi non ce l’ha, visto che permette di cogliere alcuni dettagli che si possono perdere soltanto guardando. Caratterizzata da una particolare colorazione studiata per evidenziare dettagli e profondità, la Sindone visio-tattile riproduce in scala 1:1 la parte del lenzuolo nella quale compare frontalmente l’immagine dell’Uomo della Sindone e risulta più dettagliata della precedente copia tattile fatta nel 2000.

Foto Reporters

 

Come è stato possibile realizzarla

Anche grazie al contributo di ricercatori dell’Università di Torino e del Politecnico di Torino, le variazioni di luminosità e di intensità cromatica sono state trasformate in differenti livelli di rilievo, rendendo percepibili forme e particolari che la sola osservazione visiva del telo non consente di cogliere con altrettanta immediatezza. «Quando si percepisce la profondità della ferita al costato, quando si seguono con le dita le tracce delle colature di sangue sulla fronte o si riconosce la posizione delle mani e dei piedi, non si acquisisce soltanto un’informazione – osserva Nello Balossino, direttore scientifico del Museo della Sindone e responsabile scientifico del progetto –: si entra in relazione con la sofferenza dell’Uomo della Sindone. È un’esperienza che coinvolge i non vedenti, ma che offre nuove possibilità di comprensione anche a chi vede».

“Una riproduzione rigorosa”

Secondo Giorgio Gagna, presidente della fondazione Centro studi Carlo Alberto, «rendere accessibile la Sindone significa ampliare le possibilità di conoscenza, favorire la partecipazione di tutti e sostenere la diffusione della cultura attraverso strumenti innovativi e scientificamente rigorosi». Inoltre, sottolinea la vicesindaca della Città di Torino, «abbracciare l’evoluzione tecnologica per amplificare anche i percorsi spirituali può essere una delle linee di sviluppo che deve avere la nostra città. Negli anni la Sindone è stata un reperto per ricerche scientifiche, ma sempre con quel duplice aspetto per cui non è soltanto un oggetto su cui fare delle ricerche, ma è anche un oggetto che parla al profondo delle persone».

Quando e dove si può vedere (e toccare)

Grazie al peso ridotto della resina il progetto della riproduzione prevede infine una dimensione itinerante, con la copia che potrà essere toccata e osservata in diverse esposizioni a partire dalle prossime settimane, mentre rimarrà visitabile nella Chiesa del Santissimo Sudario fino a martedì prossimo, 30 giugno. «È un’iniziativa di grande valore – commenta Marco Andriano, content creator digitale con disabilità visiva –. Bisogna permettere a chiunque di partire dallo stesso livello e in questo caso chi vede può guardare, chi non vede può toccare e ogni persona potrà mixare anche le capacità residue, magari un po’ di vista e un po’ di tatto. In questo modo chiunque potrà accedere alla Sindone in maniera uguale».

Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it