Disteso per terra, con l’asfalto sotto di lui macchiato dal sangue. Sul marciapiede, sotto un cavalcavia di via Santi Fabiano e Sebastiano, nel quartiere di Brusegana, lì dove Padova si apre ai Colli Euganei. È così che, nella tarda serata del 19 aprile, alcuni passanti hanno trovato un 48enne padovano. Agonizzante, ma vivo.
La chiamata al 113, per segnalare una persona in difficoltà, è stata immediata. I primi ad arrivare sono stati i poliziotti. E poi una squadra di soccorritori dall’ospedale di Padova, chiamata dagli agenti. Quando sono arrivati, l’uomo era ancora vivo, ma ogni tentativo disperato di rianimarlo si è rivelato inutile. Troppo profonde le ferite ritrovate su tutto il corpo: sul torace, sull’addome, sul collo e sul viso. Ferite da arma da taglio: l’arma del delitto.
Dopo la notte, gli agenti sono tornati sul posto questa mattina, passando al setaccio la zona, alla ricerca del fendente. Si tratta di un’area periferica di Padova, piuttosto nascosta e dove, la notte, non c’è praticamente nessuno. Si cerca in mezzo all’erba, si cerca ai lati della tangenziale. È una parte dell’indagine, che corre parallelo al tentativo di ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione e, quindi, risalire all’assassino, o agli assassini.
Le ipotesi al vaglio sono diverse: non la rapina finita male, dato che il 48enne aveva ancora con sé il portafoglio, con soldi e documenti. Per questo, si spera nell’aiuto da parte dei video ripresi dalle telecamere.
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