Patentino antifascista, Nordio: “Il libro più importante per la nostra giustizia lo firmò Mussolini”

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ROMA. “Forse gli organizzatori non sanno che il libro più importante per la nostra giustizia, cioè il Codice penale, reca la firma di Mussolini”. Così il Ministro della Giustizia Carlo Nordio commenta l’istituzione del “patentino antifascista” proposto dagli organizzatori della Fiera nazionale della piccola e media editoria “Più Libri Più Liberi”, prevista a Roma per il prossimo dicembre.

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Il Pd: Meloni indignata accusa, ma l’antifascismo non è un patentino

“Dov’è lo scandalo? Giorgia Meloni si è indignata e ha accusato la Fiera nazionale della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’ di introdurre un ‘patentino antifascista’ per le case editrici partecipanti. Secondo la Presidente del Consiglio, si tratterebbe addirittura di una forma di censura. Ma dov’è lo scandalo? La fiera ha semplicemente chiesto agli editori di sottoscrivere una dichiarazione di adesione ai principi antifascisti sanciti dalla Costituzione italiana», dichiara in una nota Sandro Ruotolo responsabile informazione e cultura del Partito Democratico. «Non un test ideologico, non una discriminazione politica, ma il richiamo ai valori fondativi della Repubblica democratica nata dalla Resistenza. Troviamo invece singolare che una Presidente del Consiglio definisca tutto questo un ‘patentino antifascista’ e una forma di ‘censura’. Perché l’antifascismo non è un’opinione tra le altre. Non è una bandiera di partito. È il fondamento costituzionale della nostra democrazia. Chi ha giurato sulla Costituzione dovrebbe rivendicare con orgoglio quei valori, non rappresentarli come un problema. La verità è che ogni volta che la destra si infastidisce davanti alla parola ‘antifascismo’ finisce per trasformare un principio costituzionale in una polemica politica. E così facendo alimenta un’ambiguità che l’Italia non dovrebbe più avere. L’antifascismo non è un patentino. È la casa comune della Repubblica. E se oggi qualcuno considera scandaloso ricordarlo, forse il problema non è la Fiera del libro di Roma. Forse il problema è un altro».


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