Un operaio avvita gli ultimi bulloni sul palco principale, un tir fa manovra sotto la tettoia dello Strippaggio, i tecnici verificano i collegamenti dell’impianto audio. Mancano due giorni al via del Kappa FuturFestival e il parco Dora è già in pieno fermento. Da venerdì 3 a domenica 5 luglio il polmone ex industriale della città ospiterà sei palchi, oltre 130 artisti e migliaia di appassionati della musica elettronica. Se l’anno scorso 120 mila giovani arrivati da 150 Paesi avevano ballato per tre giorni davanti ai dj set del festival, quest’anno il primo record è stato battuto ancor prima dell’apertura: «Le prevendite ci dicono che arriveranno spettatori da 151 Paesi diversi: è un primato assoluto per l’evento», spiega Maurizio Vitale, cofondatore e ideatore del Kappa FuturFestival.
Dove si esibiranno gli artisti
Ieri la Sesta commissione comunale si è riunita in via eccezionale tra i viali del parco, dove gli organizzatori hanno illustrato le novità della tredicesima edizione del festival della musica elettronica. Sotto la tettoia ha preso forma il palco principale, il più profondo mai realizzato con i suoi 24 metri, mentre poco più in là è pronto a debuttare un nuovo stage realizzato con decine di container sovrapposti. Dei sei palchi totali, lo stesso numero di un anno fa, saranno tre quelli trasformati e ingranditi. Intorno la cittadella del festival avrà 17 punti street food, due ristoranti e 300 metri di banconi e chioschi-bar. Tra le novità ci sono anche le 16 torri delay, progettate per ridurre la propagazione del suono verso le aree residenziali. «L’obiettivo è abbattere ancora di più l’impatto acustico» aggiunge Vitale.

Come lavora la macchina organizzativa
Dietro i tre giorni del Kappa FuturFestival c’è una macchina organizzativa imponente. Per l’allestimento sono serviti 15 giorni di lavoro, mentre per smontare palchi e strutture ne serviranno altri dodici. Mille addetti saranno impegnati durante la manifestazione, di cui 350 dedicati alla sicurezza.
Ingresso e uscite allo spazio della musica
Il pubblico potrà entrare ogni giorno, dalle 12 alle 24, attraverso due ingressi, ciascuno dotato di 16 corsie, mentre al termine delle serate l’obiettivo è completare il deflusso in 65-70 minuti. A disposizione dei partecipanti ci saranno 230 bagni, di cui 45 accessibili alle persone con disabilità, 55 vaporizzatori e tre punti medici avanzati. «Vi avverto: dopo il festival il prato non ci sarà più — spiega Vitale ai consiglieri comunali — Ma lo risemineremo subito e dopo pochi giorni spunteranno già i primi fili d’erba».

Quali soluzioni contro i (possibili) blackout
Il tema dei blackout, dopo i guasti e i disservizi che da due settimane funestano Torino, è entrato prepotentemente anche nel piano organizzativo del Kappa. Per evitare che interruzioni di corrente possano fermare la musica, gli organizzatori hanno previsto generatori di emergenza a supporto dei palchi e delle aree di servizio. Per limitare il traffico intorno al parco, invece, il pubblico sarà invitato a raggiungere il festival con mezzi alternativi all’auto, grazie al potenziamento del servizio Gtt, a un accordo con i taxi e alle agevolazioni previste da Trenitalia. Confermata anche la scelta di servire esclusivamente bevande con una gradazione alcolica non superiore agli 11 gradi, al di sotto del limite di legge di 21 gradi.
Che ricaduta economica si prevede per Torino
L’edizione dello scorso anno aveva generato una ricaduta economica di circa 30 milioni di euro sul territorio e l’obiettivo è confermare anche quest’anno un impatto economico analogo. «Il Kappa FuturFestival continua a crescere sul piano internazionale senza perdere il legame con il territorio — osserva Claudio Cerrato, capogruppo del Pd in Consiglio comunale — È un evento che porta benefici ad alberghi, trasporti, bar, ristoranti e attività commerciali, contribuendo anche a far conoscere Torino nel mondo»
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