«La mia stagione finisce qui». Addio Atp Finals, ci rivediamo agli Australian Open a gennaio 2027. Jannik Sinner, con lo sguardo da eterno ragazzo perbene, lascia di sasso il suo popolo dopo un’estate di alti e bassi. Perché l’ultima partita del nostro fuoriclasse risale al 12 luglio, la storica giornata del secondo successo consecutivo a Wimbledon. Lì, sulla nobile erba a Church Road, ha alzato la coppa del quinto Slam della carriera, davanti ad una folla in delirio. Che, come tutta l’Italia, si spellava le mani di fronte a cotanto talento. Sorpresi ancora una volta da questo giovane uomo che si mangia la vita. Sport e successi. E, da qualche mese, anche dolore per un fastidioso problema al ginocchio destro. La sindrome della bandelletta ileotibiale. «Con il team – ha detto ieri sui social – abbiamo deciso che il ginocchio ha bisogno di un ulteriore trattamento. Devo pensare alla mia carriera a lungo termine, farò il massimo per tornare al 100%».
Il video con cui Sinner ha annunciato che tornerà non prima del 2027: devo pensare alla mia carriera
Una notizia che è un colpo al cuore per la comunità che ama l’arancio, come i suoi capelli. Poi addolcita con un po’ di miele, nel classico stile sinneriano. «Il finale delle ultime stagioni, specialmente a Torino, mi ha regalato bellissime emozioni e sentimenti. Quest’anno andrà diversamente. Vi ringrazio per il supporto e speriamo di rivederci presto in campo».

Per Jannik una “botta” economica pesante: quasi 20 i milioni persi tra mancati premi e bonus. Ma un fuoriclasse vive soprattutto di emozioni e sogni, la benzina che ti spinge a dare sempre il massimo e a volare alto. Lui ha abituato il pubblico a cercare le risposte nel lavoro e nella fatica, seguendo l’esempio dei genitori. Questa volta, invece, la soluzione consiste nel fermarsi, nel sopportare la lontananza dal circuito. Una forzatura per un grande del tennis che misura le settimane e i mesi con la competizione e con l’adrenalina delle vittorie e le lezioni imparate dalle sconfitte. Ma adesso, il “cannibale rosso” deve modificare la routine, concentrarsi sulla riabilitazione e accettare la realtà. Come la perdita del numero 1 nel ranking Atp: presto il re sarà il tedesco Sascha Zverev. Giorni amari per Jannik? Sì, certo. Ma a compensare la tristezza ci sono i risultati in campo, tra cui spicca Wimbledon, il punto più luminoso della sua storia. La magia segnata però da quella scivolata con torsione al ginocchio subita nel primo turno contro il serbo Kecmanovic. L’inizio dei problemi. Agli occhi di tutti quel movimento è infatti passato inosservato e Jannik ha proseguito vincendo poi il titolo. La questione sembrava ormai chiusa. Invece, il dolore è riemerso alla ripresa degli allenamenti sul cemento.

Ed è cominciato il tormento. Gioca, non gioca, che cosa farà? Da allora il suo calendario si è trasformato in una serie di rinunce. Ad agosto ha saltato i tornei di Montreal e di Cincinnati. Poi ha gelato i fans con il forfait agli Us Open. A settembre sembrava potesse rientrare. Invece la data di un possibile ritorno si è spostata in avanti. Il 25 settembre, altro post. «Non sarò a Pechino». Lo speravamo in campo a sfidare Djokovic, l’abbiamo invece visto in prima fila a Milano alla sfilata di Gucci – uno dei suoi sponsor – alla Fashion Week accanto alla direttrice di Vogue, Anne Wintour. Che gli rivolge la domanda che tutti avevano in mente: «Pensavo che andassi al “China Open”» . «Anch’io – le risponde lui -. Se non sarò in campo a gennaio sarà un bel problema». Cancellate le date dello swing asiatico. L’ultima, quella di Shanghai a cui seguono i tornei europei, compreso il Masters 1000 di Parigi-Bercy e le Finals di Torino. Per la nostra stella cometa adesso è necessario voltare pagina, guardare avanti. Per farlo deve concedersi del tempo. E stare certo di una cosa: il pubblico lo aspetterà.
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