Nei primi tre mesi del 2026, Tesla realizza ricavi per 22,3 miliardi di dollari, in crescita del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E poi, un margine operativo lordo rettificato schizzato del 30%, a più di 3,6 miliardi, e un utile migliorato del 17%, pari a 477 milioni di dollari.
Sono tutti risultati, quelli del gruppo guidato da Elon Musk, che superano le attese degli analisti, nonostante l’incertezza della domanda globale di veicoli elettrici. Proprio sul core business, ovvero la vendita di auto, la casa automobilistica evidenzia 408.386 distribuite nel primo trimestre, di cui 394.611 modello 3 e Y.
Un balzo del 13%, nel complesso. Mentre le consegne si attestano in tutto a 358.023 (+6%). Qualche segnale di fatica si evidenzia vista la concorrenza di aziende cinesi come Byd e Xpeng – che, intanto, annuncia a Reuters che dal 2027 distribuirà le auto volanti –.
Tesla mostra qualche segnale di recupero in Europa e Nord America, nonché una crescita sostenuta in Asia-Pacifico e Sudamerica. Da parte sua, l’azienda conferma l’intenzione di rendere disponibili «versioni più accessibili» del suo suv model Y e delle berline model 3. Ma come mai i conti continuano a vedere il segno più?
I motivi
La crescita dei ricavi trova terreno fertile grazie a tutta una serie di fattori: dalle consegne ai prezzi medi più alti, dall’espansione del business dei servizi (+42%) all’incremento delle vendite legate a software di guida autonoma. In calo, d’altra parte, il segmento energetico (-12%) e i ricavi da crediti regolatori. Peraltro, Tesla si sta orientando sempre più verso l’ambito tecnologico con la produzione di massa di Cybercap, Tesla Semi e Megapack 3.
E ancora: si allarga la maglia del servizio dei robotaxi negli Stati Uniti, su cui Musk punta forte. Nel primo trimestre, i chilometri percorsi dai robotaxi a pagamento sono raddoppiati. La partita, secondo il miliardario di origini sudafricane, sta tutta nella diversificazione strategica. Meno auto, più camion elettrici, robot umanoidi, infrastrutture per l’intelligenza artificiale tra fabbriche di chip e data center.
Fino a 25 miliardi di investimenti
Magari, tutto integrato sotto lo stesso ombrello aziendale con SpaceX. Di certo, nel medio periodo questi ambiti sono destinati a diventare il principale driver del gruppo. Ma l’incertezza del contesto geopolitico regna sovrana. Ecco perché per il 2026 Tesla resta prudente: consegne e ricavi dipenderanno dall’andamento della domanda, dalla produttività e dalla stabilità della supply chain.
Nel frattempo, Musk conferma che è prevista un’accelerazione sugli investimenti per dare il via alla produzione di nuovi prodotti. Per vincere la sfida dell’intelligenza artificiale e della robotica, i piani di spesa aumenteranno fino a 25 miliardi di dollari solo quest’anno.
XPeng spinge sulle auto volanti
Nel frattempo, dal Salone di Pechino XPeng mostra i muscoli. Il presidente del gruppo cinese, Brian Gu, si aspetta una produzione su larga scala delle auto volanti già il prossimo anno (sono già 7.000 gli ordini annunciati) e dei suoi robot umanoidi nel quarto trimestre del 2026. Inoltre, parla di «potenziale tremendo» nell’incremento della cooperazione con Volkswagen.
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