Gli Stati Uniti si qualificano ai sedicesimi di finale del Mondiale con una convincente vittoria per 2-0 sull’Australia che li lancia in testa al girone D a punteggio pieno. Dopo il 4-1 al Paraguay, a Seattle la squadra di Mauricio Pochettino dà lezione di calcio, con una partita quasi perfetta per intensità e qualità, facendo presto svanire le speranze di impresa dei Socceroos. Gli Usa, che solo nel 1930 avevano vinto due partite consecutive in un Mondiale, si dimostrano una formazione capace di andare molto vanti nel torneo. L’Australia ha ancora speranze di andare oltre la fase a gironi, dovendo vedersela nell’ultima partita col Paraguay, ma dopo la vittoria sulla Turchia ci si aspettava qualcosa in più dagli uomini di Tony Popovic. Il match di Seattle è stato preceduto da uno strascico di polemiche per l’ultima sfida tra le due squadre, vinta 2-1 dagli Usa ma tutt’altro che amichevole, con interventi decisi, varie ammonizioni e tensioni dentro e fuori dal campo. In uno degli scontri, si infortunò Pulisic che rimase fuori dai campi per un mesetto. Anche questa sera l’attaccante non gioca, non avendo recuperato del tutto dopo i problemi emersi nella partita col Paraguay, e al suo posto Pochettino sceglie la punta del Psv Pepi. La formazione australiana cambia invece per due undicesimi rispetto alla Turchia, con Leckie e Velupillay che rimpiazzano Irankunda, uno dei migliori all’esordio, e Metcalfe, alle spalle dell’unica punta, Tourè. Ed è proprio l’attaccante del Norwich, dopo nemmeno un minuto, a sfruttare un’indecisione della difesa Usa per chiamare subito all’intervento il portiere Freese. Un fuoco di paglia, perchè da subito è chiaro che sono gli Usa a fare la partita e i Socceroos, solidamente chiusi come contro i turchi, a cercare di rispondere. McKennie crea spesso scompiglio a destra ma la prima svolta arriva all’11, quando Balogun scatta sulla sinistra, si accentra e mette un pallone in area sul quale si avventa dalla parte sbagliata Burgess, facendo autogol. Il Lumen Field esplode ma poco dopo trema per una conclusione di Leckie che accarezza il palo. La pressione della squadra di casa resta comunque sempre intensa, linea alta e i due attaccanti subito aggressivi sul portatore di palla, l’Australia soffre ma quando riesce a sfuggire alle maglie sa rendersi insidiosa. Col passare dei minuti, il mix di pressing e rapido giro palla di tutta la formazazione a stelle e strisce manda in confusione i Socceroos, che al 43′ capitolano di nuovo. Su un tiro dal limite dell’area di Dest, tarantolato nei primi 45′ minuti, il pallone viene deviato e schizza in aria e Freeman è più veloce del portiere Beach e insacca. Si alza la bandierina ma dopo il controllo del Var la rete del 2-0 è confermata. Nella ripresa, Popovic cerca la scossa inserendo Metcalfe e Irankunda insieme con Geria e, anche sono gli Usa a sfiorare il 3-0 con Balogun, anticipato all’ultimo da Circati, qualcosa in più l’Australia fa vedere. Entra anche Volpato del Sassuolo e quasi subito minaccia Frees, imitato da Metcalfe ma entrambi sono imprecisi e il risultato non cambia. Pochettino pian piano si copre, con cambi conservativi che però fanno abbassare la squadra e anche la fatica si fa sentire – nel recupero ne risente anche l’arbitro tedesco Zwayer, fermato dai crampi – lascia più spazi agli australiani, che però non sono mai davvero pericolosi e alla fine la festa è degli Stati Uniti.
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