Poste, utile di 1,2 miliardi nel primo semestre: “Tim ci completa”

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Poste Italiane porta a 6,8 miliardi i ricavi del primo semestre 2026, con l’utile netto che in metà anno sale a 1,2 miliardi (in crescita del 4%). La redditività è «record», con l’Ebit rettificata a 1,8 miliardi. «I risultati non rappresentano soltanto una conferma della solidità del nostro business, ma segnano anche l’inizio di un nuovo capitolo nell’evoluzione della nostra Platform company, con un chiaro percorso delineato sui principali progetti strategici e l’accelerazione dell’offerta su Tim», ha detto l’amministratore delegato, Matteo Del Fante.

Per Poste Italiane ormai da tempo non sono più pacchi e lettere la principale voce dei ricavi. Tre miliardi di fatturato arrivano dai servizi finanziari, che segnano un rialzo del 4,4% in un anno. Il business della corrispondenza, pacchi e distribuzione contribuisce alla prima voce del bilancio con 2 miliardi (+6,4%). Il resto arriva dai servizi assicurativi, 983 milioni, e da PostePay che genera 860 milioni di fatturato (+7,3%).

Del Fante ha sottolineato la «solida» raccolta netta nei prodotti di investimento a 2,7 miliardi, spiegando che «il miglioramento delle dinamiche commerciali del Risparmio Postale e la stabilità dei depositi retail hanno portato il totale delle attività finanziarie investite all’eccezionale livello di 613 miliardi» (+13 miliardi da dicembre 2025).

I costi si attestano a 5,5 miliardi, in aumento del 4,1%. Per il personale sono stati spesi 2,9 miliardi, mentre balzano del 10% i costi «non-hr» che arrivano a 2,5 miliardi «principalmente per effetto dei maggiori costi variabili associati all’espansione dei business».

Confermate le previsioni finanziarie per l’intero anno, così come la politica dei dividendi: ai soci andrà il 70% degli utili e l’intera cedola incassata da Tim.

L’Opas su Tim

Operazione chiave del semestre è stata l’Opas su Tim, annunciata a marzo e giunta sul mercato il 20 luglio (con il periodo di adesione che si chiude l’11 settembre). Poste, che punta al delisting della società Tlc, offre agli azionisti Tim 1,67 euro in contanti, più 0,218 azioni di nuova emissione. L’integrazione dell’incumbent della telefonia permetterà a Poste di completare il modello di business di «società di piattaforma» permettendo la convergenza in un unico operatore del mercato di reti, cloud, edge-computing, dati e identità digitale.

Nel comunicato pubblicato prima dell’apertura di Borsa, Poste conferma i 700 milioni di sinergie di ricavi e costi annui a regime. «Tim rappresenta il complemento ideale per rafforzare la nostra piattaforma. Prevediamo di presentare il piano industriale della nuova realtà integrata nel primo trimestre del 2027», ha chiarito Del Fante.

Intesa con Cdp sul risparmio postare

Poste fa sapere che sono in corso le negoziazioni con Cassa Depositi e Prestiti per il rinnovo dell’Accordo CDP-Poste sul servizio di raccolta del Risparmio Postale per gli anni 2027-2030. «Abbiamo concordato con CDP un term sheet, assicurando una maggiore visibilità sugli economics futuri», ha rivelato il top manager.

«Stiamo creando un unico Polo Finanziario per semplificare la struttura del gruppo, rafforzando il nostro approccio incentrato sul cliente e ottimizzando l’allocazione del capitale», ha aggiunto.

Una trasformazione che verrà messa in atto nella seconda parte dell’anno e che si prevede possa debuttare il primo gennaio 2027. La riorganizzazione interna prevede l’integrazione del business dei pagamenti con i servizi finanziari, per l’ottimizzazione dell’allocazione del capitale e la massimizzazione delle sinergie grazie a una semplificazione della catena. Il progetto impegnerà i manager nel corso del secondo semestre, dopo che nelle scorse settimane è stato approvato da PostePay e da Poste Italiane il progetto di scissione parziale della prima a favore della capogruppo di un complesso di attività che comprendono l’istituto di moneta elettronica di PostePay.

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