«Sappiamo bene che c’è ancora molto da fare. Perché il lavoro deve essere sempre più stabile, sicuro, ben retribuito e capace di dare futuro, soprattutto ai giovani, alle donne e a chi vive nelle aree più fragili della Nazione. Ma sappiamo anche che la strada intrapresa è quella giusta. Per noi il lavoro non si difende con la propaganda, ma con misure concrete, diritti veri e rispetto per chi ogni giorno manda avanti questa Nazione». Lo scrive su X la premier, Giorgia Meloni, in occasione della festa dei lavoratori.
«Con il decreto Lavoro approvato in Consiglio dei ministri abbiamo aggiunto un altro tassello importante: affermare il principio del salario giusto. Significa una cosa molto semplice: le risorse pubbliche devono andare a chi rispetta i lavoratori, non a chi sottopaga, sfrutta o usa contratti pirata», dice Meloni. «Per noi – riprende – il salario giusto non si difende con slogan o scorciatoie, ma valorizzando la contrattazione di qualità e colpendo chi fa concorrenza sulla pelle delle persone. Sappiamo bene che c’è ancora molto da fare».
La manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil per il Primo maggio quest’anno si tiene a Marghera (Venezia), sotto lo slogan “Lavoro dignitoso. Contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”. In piazza i tre segretari generali, Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri. Di nuovo insieme anche se, dopo il decreto lavoro approvato dal governo proprio in vista del Primo maggio con gli incentivi per “il salario giusto”, non mancano le differenze di giudizio sul provvedimento, ritenuto positivo da Cisl e Uil e criticato dalla Cgil. A Roma il tradizionale concertone, dal pomeriggio in piazza San Giovanni.
Brunetta: “Serve un nuovo patto sociale per governare l’Ai”
“Il Primo Maggio nasce da una rivendicazione concreta: otto ore di lavoro, otto ore di riposo, otto ore per sé. Era figlia di un conflitto tra chi possedeva i mezzi di produzione e i lavoratori. Ogni grande rivoluzione tecnologica ha riproposto la stessa domanda: chi guadagna e chi paga? Oggi con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale questa domanda torna con forza, imponendo una risposta che non può essere lasciata né al mercato né alla tecnologia ma deve tradursi in un nuovo patto sociale fondato sulla partecipazione”. È quanto afferma il presidente del CNEL Renato Brunetta, in occasione della Festa dei Lavoratori.
Urso: “Con il nuovo decreto proseguiamo sulla strada giusta”
“La strada è quella giusta, i risultati lo confermano, e con il nuovo decreto proseguiamo nella stessa direzione. ‘Prima il lavoro’ per noi non è uno slogan, ma un valore, come abbiamo dimostrato con chiarezza in questi anni, a cominciare dal primo provvedimento che ha reso strutturale il taglio del cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori”. Ad affermarlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy , Adolfo Urso, a ‘Mf’. “In questi tre anni – sottolinea – abbiamo raggiunto risultati concreti: un milione e duecentomila occupati in più con una forte crescita dei contratti stabili, retribuzioni cresciute del 9,6% e la disoccupazione al minimo storico nei primi mesi di quest’anno, scesa dall’8,1% al 5,2%. Anche se gli ultimi dati economici evidenziano un rallentamento nella crescita perché si avvertono i primi riscontri della guerra in corso”.
Anmil: in due mesi 99 morti sul lavoro, e c’è poi tutto il sommerso
Fare del primo maggio “un reale patto sociale che ci porti a reagire ogni giorno contro la disumanizzazione”. E’l’invito dell’Anmil (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) che nel giorno della festa dei lavoratori richiama l’attenzione sulle morti bianche. “Com’è possibile, ci chiediamo, trovare confortanti dati che raccontano di 99 infortuni mortali in soli due mesi e, come è sempre fondamentale tenere a mente, che si riferiscono solamente all’universo della legalità in una Nazione che conta circa 3 milioni di lavoratori impiegati nel sommerso?” si chiede l’associazione facendo riferimento alla diffusione degli open data Inail di febbraio 2026 che mostrano un calo del 25,6% delle denunce di infortuni mortali (al netto degli studenti) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: 99 morti sul lavoro in due mesi contro i 133 del 2025.
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