Raid russo in Ucraina, un missile cancella la famiglia Voronov: padre, madre e quattro figli uccisi nel sonno

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Una casa trasformata in un cumulo di macerie nel cuore della notte. Una famiglia praticamente cancellata. È una delle immagini più drammatiche dell’ultima offensiva russa contro l’Ucraina: a Radushne, nella regione di Dnipropetrovsk, un missile balistico Iskander ha centrato in pieno l’abitazione della famiglia Voronov, provocando una strage.

Tra le vittime ci sono Artem Voronov, 47 anni, la moglie Olena Voronova, 41, e quattro dei loro figli: Mark, 17 anni, Dominika, 15, Viorika, 14, e Zakharii, 12. Secondo le autorità locali il missile ha colpito direttamente la casa, senza lasciare alcuna possibilità di fuga agli occupanti.

I Voronov erano una famiglia numerosa. Artem e Olena avevano dieci figli. La guerra aveva già disperso parte della famiglia: il figlio maggiore presta servizio nell’esercito ucraino, mentre altri due fratelli si trovano all’estero. La notte dell’attacco, nell’abitazione erano presenti sette dei figli e anche un nipotino di appena diciotto mesi.

Tra le macerie i soccorritori e i vicini hanno lavorato per ore nella speranza di trovare superstiti. Alcuni bambini e il piccolo nipote sono stati estratti vivi, mentre le operazioni di ricerca sono proseguite anche per verificare l’eventuale presenza di dispersi. I residenti del villaggio hanno raccontato di essere intervenuti immediatamente, scavando a mani nude prima dell’arrivo delle squadre di emergenza, mentre l’edificio era ormai avvolto dalle fiamme.

L’attacco ha provocato anche altri feriti, tra cui alcuni bambini, e ha devastato diverse abitazioni della zona. Le autorità ucraine accusano Mosca di aver colpito deliberatamente un obiettivo civile con un missile balistico lanciato dalla regione russa di Voronezh. La Russia, come avviene abitualmente, sostiene invece di aver preso di mira infrastrutture militari.

La vicenda dei Voronov è destinata a diventare uno dei simboli più tragici di questa fase della guerra. Una famiglia numerosa, divisa dal conflitto ma ancora unita sotto lo stesso tetto, spazzata via in pochi secondi da un singolo missile. Per Kryvyi Rih, città già duramente colpita negli ultimi mesi, il 31 luglio sarà giornata di lutto.

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