È con un senso particolare di profonda tristezza e di perdita che vi invio questo messaggio per l’apertura della sedicesima edizione di Terra Madre, la prima dopo la morte improvvisa e tragica dell’incomparabile Carlo Petrini. Posso solo immaginare quanto sarà diverso l’incontro di quest’anno senza la sua presenza, così unica e speciale.
Conservo i ricordi più affettuosi di Carlo, in tutti gli anni in cui ho avuto il privilegio di conoscerlo. Più di ogni altra cosa, custodisco il ricordo di un ristorante Slow Food a Firenze in cui mi portò qualche anno fa, gestito da un suo vecchio amico, un personaggio indomito il cui intero approccio incarnava l’essenza culturale e gastronomica del movimento Slow Food. Mai ho gustato una cena di più, né ho riso tanto, in compagnia di due persone così irresistibilmente memorabili. Ogni mio incontro con Carlo ha significato moltissimo per me. La sua passione, la sua ardente umanità e il suo umorismo mi hanno sempre sollevato lo spirito e, come tanti altri, sentirò la mancanza della sua presenza vitale e insostituibile nelle nostre vite più di quanto potrò mai dire.
L’ultima volta che ho visto Carlo è stato a Ravenna, durante la nostra memorabile Visita di Stato in Italia lo scorso anno, quando mi presentò alcune delle persone straordinarie che continuano a coltivare la ricca tradizione italiana dello slow food. Quel ricordo mi resterà particolarmente caro, perché ogni volta che le nostre strade si sono incrociate il mio affetto e la mia ammirazione per lui si sono fatti sempre più profondi. Rappresentava il buon senso, l’umanità e i valori civili in un mondo che ne ha un bisogno così disperato…
Sebbene Carlo ci abbia lasciati, la sua eredità resta più viva che mai. Il suo invito a partecipare al primo incontro di Terra Madre, nel 2004, si rivelò indimenticabile sotto ogni aspetto e mi lasciò un’impressione immensa. Oggi, più di vent’anni dopo, la missione del movimento Slow Food appare più cruciale e urgente che mai.
Mi conforta molto che l’incontro di quest’anno sia dedicato alla biodiversità come fondamento della Natura. La biodiversità sostiene non solo il cibo buono, pulito e giusto per cui tutti voi lavorate così instancabilmente, ma anche l’Armonia essenziale da cui dipendono ogni vita e ogni prosperità.
In questi giorni di ansia e di difficoltà, non posso che esortarvi a restare ambiziosi e fiduciosi, ricordando l’invito di Carlo: «Chi semina utopia raccoglie realtà». Prego che lo spirito di Carlo vi guidi e che i vostri lavori portino molti frutti.
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