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Regno Unito, il governo invita i cittadini a fare scorte: “Preparatevi alle emergenze”

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Che succede nel Regno Unito? La domanda è d’obbligo dopo la campagna lanciata dal governo e intitiolata “Be Ready”, letteralemnete “Siate Pronti”. Di che si tratta? Tre giorni senza acqua corrente, elettricità o collegamenti internet. È lo scenario al quale il governo britannico chiede ai cittadini di prepararsi, invitando ogni famiglia a tenere in casa provviste sufficienti per affrontare almeno 72 ore di emergenza. Nove litri d’acqua a persona, alimenti a lunga conservazione, medicinali, batterie e perfino una radio che funzioni senza corrente. Non è la raccomandazione di un’associazione di survivalisti, ma una nuova iniziativa ufficiale di Londra, preoccupata per le conseguenze dei fenomeni climatici estremi, degli attacchi informatici e delle possibili azioni ostili contro le infrastrutture del Paese.

La campagna si chiama “Be Ready”, letteralmente “Siate pronti”, ed è stata presentata il 22 ottobre dal Cabinet Office, il dipartimento che coordina l’attività del governo. Durerà tre anni e punta a modificare le abitudini dei britannici, introducendo una cultura della prevenzione che in altri Paesi europei è già più diffusa.

Solo il 13% dei britannici si sente pronto a un’emergenza

A spiegare l’urgenza dell’iniziativa sono anche i risultati delle ricerche commissionate dal governo. Appena il 13% della popolazione ritiene di essere preparato a un’emergenza capace di interrompere i servizi essenziali. Al contrario, l’84% vorrebbe ricevere maggiori informazioni dalle istituzioni su come affrontare situazioni di crisi.

Il ministro per la Sicurezza Dan Jarvis ha invitato tutti coloro che ne hanno la possibilità a seguire le indicazioni. L’obiettivo è duplice: aumentare la capacità delle famiglie di affrontare autonomamente le prime ore di un’emergenza e alleggerire il lavoro dei soccorritori, consentendo loro di concentrarsi sulle persone più vulnerabili.

La campagna coinvolge già oltre 500 organizzazioni, tra associazioni, imprese ed enti del territorio. Nelle prossime settimane saranno diffusi messaggi informativi attraverso radio e social network, con particolare attenzione agli anziani e alle famiglie con bambini.

Cosa bisogna tenere in casa: la lista del governo

Le indicazioni sono precise. Ogni persona dovrebbe disporre di almeno tre litri di acqua potabile al giorno, per un totale di nove litri nell’arco delle 72 ore. Una quantità destinata principalmente a bere, alla quale occorre aggiungere altra acqua per cucinare, lavarsi o soddisfare esigenze particolari, come la preparazione del latte artificiale. Accanto alle bottiglie, il governo suggerisce di conservare cibo che non richieda refrigerazione o cottura, come scatolame e altri alimenti a lunga scadenza. Tra gli oggetti consigliati figurano una torcia, batterie di ricambio, una radio portatile alimentata a pile o a manovella, un kit di pronto soccorso, coperte, medicinali e una piccola riserva di denaro contante. Quest’ultimo accorgimento risponde a un rischio concreto: un’interruzione prolungata dell’elettricità o delle comunicazioni potrebbe rendere inutilizzabili bancomat e sistemi di pagamento elettronici. Londra precisa che non è necessario acquistare tutto immediatamente. Le famiglie possono costruire gradualmente la propria scorta, aggiungendo qualche prodotto alla spesa abituale e controllandone periodicamente le scadenze.

Il timore degli attacchi russi alle infrastrutture

Dietro l’iniziativa non ci sono soltanto le conseguenze del cambiamento climatico. A preoccupare il governo britannico è anche la crescente vulnerabilità delle infrastrutture strategiche, dalle reti elettriche ai sistemi di comunicazione, fino alla distribuzione dell’acqua e ai servizi digitali. Il ministro della Difesa Wes Streeting ha richiamato esplicitamente il rischio di atti di terrorismo sostenuti da Stati ostili, citando la Russia tra le possibili minacce. Secondo il ministro, il Regno Unito deve prendere sul serio la possibilità di azioni capaci di colpire servizi e infrastrutture utilizzati quotidianamente dalla popolazione. La questione si inserisce nel più ampio dibattito europeo sulla sicurezza delle reti energetiche, dei collegamenti sottomarini e delle infrastrutture critiche. Il timore è che un attacco informatico o un sabotaggio possa provocare interruzioni diffuse, anche senza un conflitto militare sul territorio britannico. La campagna, tuttavia, non costituisce un annuncio di guerra imminente: le raccomandazioni riguardano emergenze di diversa natura, comprese alluvioni, tempeste e guasti prolungati.

Un registro per proteggere anziani e persone fragili

Un altro elemento centrale del piano riguarda chi potrebbe trovarsi maggiormente in difficoltà durante un blackout o un’interruzione dell’acqua. Il governo invita le persone che ne hanno diritto a iscriversi al Priority Services Register, un servizio gratuito attraverso il quale i fornitori di energia, gas e acqua possono individuare i clienti che necessitano di assistenza aggiuntiva.

Tra i potenziali beneficiari ci sono persone anziane, cittadini con disabilità e famiglie che dipendono da apparecchiature mediche alimentate elettricamente. L’iscrizione permette ai gestori di conoscere in anticipo le situazioni più delicate e organizzare un sostegno adeguato durante le interruzioni dei servizi.

Il Regno Unito segue gli altri Paesi europei

Con “Be Ready”, Londra intende avvicinarsi alle strategie di preparazione già adottate in diversi Paesi europei, tra cui Francia, Irlanda e Paesi Bassi. La novità è soprattutto culturale: la sicurezza non viene più considerata soltanto una responsabilità delle autorità, ma anche una questione di organizzazione domestica e collaborazione tra vicini. Il governo suggerisce infatti di concordare con i familiari un piano per le emergenze, conservare su carta i numeri telefonici importanti e mantenere contatti con le persone del quartiere che potrebbero aver bisogno di aiuto. La sfida è convincere milioni di cittadini a modificare le proprie abitudini senza alimentare allarmismi. Perché, secondo Londra, bastano poche scorte e una preparazione minima per affrontare meglio le prime ore di una crisi, quando i soccorsi potrebbero non riuscire a raggiungere immediatamente tutti.

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