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Schlein dall’assemblea Pd: “Pronti a governare. Primarie? Non abbiamo paura, saranno una festa”

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Prima il programma, poi il nome del candidato premier. Ma se per scegliere il leader del centrosinistra serviranno le primarie, Elly Schlein non intende sottrarsi alla sfida. Anzi, rilancia: «Se si fanno, saranno una grande festa. Non abbiamo paura, non saranno divisive». È questo uno dei passaggi centrali dell’intervento della segretaria del Partito democratico all’assemblea nazionale del Pd, in corso a Roma. Un discorso che guarda alla costruzione dell’alternativa al centrodestra, alla definizione di un programma condiviso con gli alleati e alla futura guida della coalizione progressista.

Schlein mette subito in chiaro quale debba essere il percorso. «Prima il programma comune, poi ci occupiamo della guida», scandisce davanti ai dirigenti dem. E sul metodo per individuare il candidato alla presidenza del Consiglio indica due possibilità: un accordo politico sulla figura che raccoglie il maggiore consenso oppure il ricorso alle primarie. «Chi guida, guida tutta l’alleanza, non solo il partito», sottolinea la segretaria. «Noi abbiamo sempre detto: o l’accordo su chi ha più consenso, un principio democratico che vale in tutti i Paesi, oppure le primarie. Noi ci siamo e ci saremo».

Il messaggio è rivolto anche agli alleati del centrosinistra. La leadership, nella visione della segretaria dem, dovrà essere il punto di arrivo di un percorso politico condiviso, non la condizione preliminare per costruire l’intesa. Un modo per tenere insieme la necessità di trovare un candidato comune e quella di definire prima i contenuti dell’alternativa di governo.

Ma Schlein insiste soprattutto sul coinvolgimento dei cittadini. Il programma della coalizione, avverte, non potrà nascere soltanto dalle trattative tra le segreterie dei partiti. «Per noi è irrinunciabile che insieme agli altri alleati individuiamo un modo perché questo percorso non si faccia chiusi nelle stanze dei partiti, ma tra la gente, tra le persone». Il confronto, spiega, dovrà coinvolgere «le categorie produttive, sindacali, il terzo settore, il mondo associativo», oltre ai sindaci e agli amministratori locali, chiamati a contribuire alla costruzione programmatica dell’alternativa.

Proprio agli amministratori Schlein dedica un altro passaggio dell’intervento, annunciando un nuovo appuntamento nazionale. «Il 27 e il 28 novembre si terrà per la seconda volta la più grande assemblea del Partito democratico dedicata interamente ai nostri sindaci, ai nostri amministratori e alle nostre amministratrici».

La segretaria rivendica il radicamento territoriale del Pd e il ruolo della sua classe dirigente locale. «C’è un motivo se esprimiamo la maggioranza dei sindaci in Italia: perché siamo bravi a governare», afferma. E aggiunge: «Esprimiamo una classe dirigente diffusa da Nord a Sud, alle isole, e ci candidiamo insieme a contribuire anche al programma dell’alleanza progressista e soprattutto ci candidiamo, con questo spirito, a governare il Paese».

L’assemblea romana diventa così l’occasione per delineare il percorso politico dei prossimi mesi: coinvolgere la società civile, costruire una piattaforma programmatica comune e soltanto dopo affrontare il nodo della leadership. Senza escludere una consultazione popolare per scegliere il candidato premier. Su questo Schlein non lascia spazio a dubbi: il Pd è pronto a partecipare alle primarie, se gli alleati decideranno di percorrere quella strada.

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