Sinner spazza via Djokovic e torna in finale a Wimbledon. Domenica sfiderà Zverev

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Meno di due settimane per cancellare il ricordo di Parigi, ritrovare servizio e concentrazione, giocando il suo miglior tennis contro l’avversario che ha vinto più match sui nobili prati di Wimbledon, dove – a distanza di 12 mesi – Jannik Sinner ritorna in finale. Domenica, dunque, l’italiano tornerà sul Centre Court per difendere il titolo: lo farà contro Alexander Zverev, nell’ennesimo capitolo della rivalità che negli ultimi due anni ha segnato il tennis mondiale. L’azzurro arriva all’appuntamento da campione in carica e da numero uno del mondo dopo una semifinale dominata contro Novak Djokovic, piegato in tre set (6-4 6-4 6-4), in due ore e venti minuti. Rivincita della semifinale persa a gennaio agli Australian Open.

Una prestazione di altissimo livello, costruita soprattutto con un servizio devastante e una continuità da fondo che ha impedito al sette volte campione dei Championships di entrare davvero in partita. Sinner ha imposto fin dall’inizio un ritmo insostenibile per il serbo, trovando il break decisivo nel finale del primo set e ripetendo il copione nei due successivi. Sedici ace, l’88% dei punti vinti con la prima di servizio e una lucidità tattica impeccabile hanno certificato il definitivo ritorno ai suoi massimi livelli, dopo il passo falso del Roland Garros. Sotto gli occhi di tante celebrità, da Anne Wintour e Dustin Hoffman, Djokovic ha provato a restare agganciato al match con l’esperienza, ma non è mai riuscito a scalfire la sicurezza dell’azzurro, che ha chiuso senza concedere vere occasioni nei momenti decisivi.

«Per me significa tantissimo essere di nuovo in finale qui – le parole di Sinner a caldo -. Novak è un’ispirazione per tutti noi della nuova generazione. L’ultima volta aveva vinto lui, così abbiamo fatto qualche aggiustamento rispetto all’Australia. Ho cercato di essere aggressivo, servire bene e mischiare un po’ le carte. Il mio team mi ha messo nelle condizioni migliori per giocare questo tennis». Parole che raccontano una vittoria preparata nei dettagli e ottenuta con la maturità e la consapevolezza di chi sa ormai gestire ogni situazione nei grandi appuntamenti. Per il numero uno del mondo sarà la settima finale Slam della carriera, la seconda consecutiva a Wimbledon, con la possibilità di conquistare il quinto Major e confermarsi padrone dell’erba londinese.

Dopo aver impiegato i primi turni per ritrovare ritmo e fiducia, Sinner ha alzato progressivamente il livello fino a esprimere il suo miglior tennis proprio nel momento più importante del torneo. Dall’altra parte della rete ci sarà uno Zverev completamente trasformato. Il tedesco, fresco vincitore del Roland Garros, ha raggiunto per la prima volta la finale di Wimbledon superando con autorità la sorpresa di casa Arthur Fery (7-6(0) 6-2 6-4). Un successo che lo proietta sul secondo gradino del ranking mondiale, davanti a Carlos Alcaraz. Dopo un primo set equilibrato, deciso da un tie-break dominato, il numero due del mondo ha preso il controllo dell’incontro grazie a un servizio praticamente inattaccabile e a un dritto sempre più incisivo. «Questo è sempre stato lo Slam che mi ha creato più difficoltà – ha ammesso il tedesco -. Sono orgoglioso di essere arrivato in finale, ma c’è ancora una partita da vincere. Chiunque troverò dall’altra parte della rete, dovrò credere di poter conquistare il titolo».

Quella di domenica sarà il quindicesimo confronto tra Sinner e Zverev. Il bilancio sorride nettamente all’azzurro, capace di ribaltare una rivalità iniziata con quattro sconfitte nei primi cinque incontri e poi girata completamente dalla sua parte (nove vittorie di fila per Sinner). Sarà il primo incrocio sull’erba di Wimbledon, la seconda finale Slam dopo quella degli Australian Open 2025 e la terza finale complessiva tra i due: le precedenti sono state tutte vinte dall’italiano.

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