Il mercato mondiale degli smartphone continua a rallentare. Nel secondo trimestre del 2026 le spedizioni sono diminuite dell’11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, toccando il livello più basso per il periodo aprile-giugno dal 2013. A determinare il rallentamento non è un improvviso disinteresse dei consumatori, ma una conseguenza indiretta del boom dell’intelligenza artificiale: la crescente domanda di memorie per i data center sta prosciugando l’offerta destinata all’elettronica di consumo, facendo aumentare il costo degli smartphone.
La crisi riguarda soprattutto i chip DRAM e NAND, componenti essenziali per qualsiasi telefono. Negli ultimi mesi i principali produttori di memorie hanno privilegiato la produzione delle versioni più avanzate, utilizzate nei server che alimentano i modelli di intelligenza artificiale generativa, riducendo la disponibilità delle memorie tradizionali impiegate negli smartphone. Il risultato è un forte aumento dei prezzi dei componenti, che molti produttori Android hanno scaricato sui consumatori oppure compensato riducendo la produzione dei modelli più economici. Il fenomeno colpisce soprattutto la fascia bassa del mercato. Nei dispositivi sotto i 400 dollari il costo della memoria rappresenta ormai una quota così elevata del prezzo finale da rendere difficile assorbire ulteriori rincari senza compromettere i margini. Molti marchi stanno quindi riducendo l’offerta entry level e concentrandosi sui modelli di fascia media e alta.

La classifica
Samsung è tornata al primo posto mondiale per spedizioni, superando Apple grazie soprattutto alla sua presenza capillare nei mercati emergenti e alla possibilità di sfruttare anche la propria produzione interna di semiconduttori. Il dato più interessante, però, riguarda Cupertino. Apple è infatti l’unico tra i principali produttori ad aver aumentato le spedizioni rispetto a un anno fa, con una crescita del 3%, raggiungendo una quota record del 20% per un secondo trimestre. Apple continua a essere meno esposta alla fascia economica del mercato, quella più colpita dall’aumento dei costi, e in più aveva già negoziato contratti di fornitura a lungo termine, riuscendo a mantenere prezzi stabili sugli smartphone e dirottando gli aumenti su altri prodotti. La strategia ha consentito di continuare a vendere iPhone senza gli scossoni che hanno interessato gran parte del mondo Android.

Dietro Samsung e Apple restano Xiaomi, Vivo, Oppo e Transsion, ma tutte devono fare i conti con un mercato che sta cambiando rapidamente. L’aumento dei costi spinge infatti i produttori a ridurre il numero di modelli meno redditizi e a puntare su dispositivi con margini più elevati, accelerando una tendenza già evidente negli ultimi anni.
Il rallentamento non sembra destinato a esaurirsi in tempi brevi. Counterpoint prevede che nel 2026 le spedizioni globali scenderanno a circa 1,08 miliardi di unità, il valore più basso dal 2013 e il peggior risultato annuale mai registrato per il settore. Gli analisti ritengono che la scarsità di memorie potrebbe protrarsi almeno fino al 2027, continuando a influenzare prezzi, disponibilità dei prodotti e strategie dei produttori.

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