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Spagna, il premier Sanchez si dimette: “Elezioni anticipate, alle urne il 29 novembre”/ Video

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Pedro Sanchez ha rotto gli indugi e sciolte le Cortes: la Spagna andrà a elezioni anticipate, con nove mesi di anticipo rispetto alla scadenza della legislatura. Lo ha annunciato lui stesso in un discorso ufficiale al Palazzo della Moncloa: «Abbiamo bisogno di una maggioranza progressista più ampia per piegare le élite». La decisione è arrivata in seguito alla bocciatura da parte del Congresso di due decreti-legge in materia di edilizia abitativa e dopo un fine settimana trascorso dal premier ad analizzare la situazione e a tenere numerosi colloqui con ministri e dirigenti del Psoe per sondare le loro opinioni.

Come data è stata scelta la prima opzione possibile: il 29 novembre. Il Consiglio dei ministri si è riunito questa mattina – dopo aver informato il re – per approvare il decreto di indizione delle elezioni, che verrà poi pubblicato domani in gazzetta ufficiale. Da quel momento, in conformità con la legge elettorale, deve trascorrere un periodo di 54 giorni prima dello svolgimento delle elezioni, tempistica che porta appunto alla data del 29 novembre.

Il caso casa

La bocciatura dei provvedimenti governativi – che prevedevano tra l’altro la sospensione fino al 2030 degli sfratti per le persone vulnerabili, misure contro i cosiddetti fondi «avvoltoio» e il rinnovo automatico dei contratti di affitto – ha riacceso gli interrogativi sulla fine della legislatura, prevista per il 2027. Sabato, all’indomani del voto, imponenti manifestazioni per il diritto alla casa hanno riunito migliaia di persone a Madrid e in altre città spagnole.

La mobilitazione è nata una decina di giorni fa in seguito allo sfratto, a Madrid, di un’ottantenne divenuta simbolo della crisi abitativa che colpisce la Spagna da diversi anni. Come in molte capitali europee, la carenza di alloggi a prezzi accessibili è uno dei principali problemi sociali in Spagna, dove le piattaforme turistiche come Airbnb e i fondi di investimento sono accusati di far lievitare i prezzi acquistando immobili e riducendo l’offerta per i residenti. Secondo la Banca di Spagna, il Paese – che conta circa 50 milioni di abitanti – registra un deficit abitativo di 700.000 unità.

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Le dichiarazioni di Sanchez

«Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare per difendere gli interessi degli spagnoli» ha detto questa mattina Sachez, nel fare un bilancio del suo ultimo governo. A detta sua, durante il suo mandato si è «ridotta la disuguaglianza» mentre l’economia «è stata quella che è cresciuta di più in Europa». Il governo spagnolo «ha approvato misure coraggiose per tutelare il diritto costituzionale all’accesso alla casa». E poi: «Ci siamo sforzati per costruire un mondo migliore per i nostri compatrioti, combattendo gli speculatori che vogliono distruggere il futuro dei nostri figli e delle nostre figlie per aumentare i loro introiti».


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