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Spalletti se ne frega dei pronostici: “Siamo la Juve, quindi condannati a vincere”

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E Luciano se ne frega. Se ne frega Spalletti se in questo momento sembra vuoto il carro di chi crede nella Juve tra le favorite per lo scudetto. Tanto da queste parti è chiaro il concetto, i bianconeri non possono che essere condannati a vincere: “Non ce ne frega proprio niente che non ci inseriscano nella lotta scudetto: non ci sarà mai tregua per quelli che hanno fatto la nostra scelta. La Juve sarà sempre condannata a vincere, che venga citata o no. Siamo noi che alziamo l’asticella del nostro mirino. Sappiamo che dobbiamo star dentro quel gruppo, ma siamo noi che abbiamo delle ambizioni forti e che sappiamo dove stiamo vivendo questo momento di vita e professionale. Non ce lo facciamo indicare da nessuno”.

Il tutto anche alla vigilia di uno strano scontro diretto Champions, con la Juve che rincorre dietro il quarto posto del Cagliari di Pisacane, uno che ha caricato l’ambiente dichiarando che “la Juve non è perfetto, c’è differenza di budget ma non permetterò alla mia squadra di avere meno fame”. Parole che a loro volta non scalfiscono Spalletti, concentrato solo ed esclusivamente sul percorso della sua Juve: “Noi vogliamo migliorarci sempre e crescere sempre, imparare sempre. Chi smette di imparare spesso si ripete e chi invece va a scoprire cose nuove cresce. Non mi sembra che ci sia qualcosa di negativo in quello che è successo nelle ultime partite”. Il concetto di fame poi è forse relativo: “È una cosa sempre importante nel calcio, essere disposti a far diventare una ragione di vita la tua professione e trasferire a chi ti è intorno una serietà di comportamento e una ricerca sempre più alta delle prestazioni e dei risultati. Lo stiamo facendo e c’è sempre margine di andare ad acchiappare qualcosa in più. Devo dire che siamo in un comportamento corretto da parte della nostra squadra: abbiamo vinto due partite dopo la sconfitta col Sassuolo che non erano scontate da sviluppare così, siamo dentro il percorso che dobbiamo fare”.

Sarà comunque una Juve ancora tutta da decidere quella che scenderà in campo domani a Cagliari, tanti i dubbi e i ballottaggi, solo in Sardegna si capirà chi avrà effettivamente smaltito tutte le scorie delle fatiche con la nazionale. La certezza è Kolo Muani, centravanti per forza: “Noi lo vogliamo lasciare abbastanza libero e lo stimoliamo ad avere comportamenti differenti rispetto al solo ruolo di prima punta. Il limite di un giocatore non è solo ciò che sa fare, ma spesso è quello che non riesce a riconoscere e non riesce a vedere. Ha questa qualità di facilità di corsa, di sapersi comportare un po’ sull’esterno un po’ in zona centrale, è bravi di testa, in acrobazia, nella velocità di girarsi su se stesso: lo apprezziamo molto, quindi oltre ad andarlo a supportare cerchiamo di indicargli qualcosa di nuovo. C’è stato troppo nel ruolo di prima punta, bisogna si muova di più per le richieste che gli sono state fatte e puntualizzate in questa sosta”. La sosta è finita, parola al campo.


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