
Si aprono spiragli per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent parla della possibilità di un accordo sulla libertà di navigazione «già oggi o domani», mentre il Qatar conferma che, pur in assenza di colloqui diretti, proseguono gli sforzi di mediazione tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump, dopo aver sospeso la nuova ondata di attacchi contro Teheran, continua a sostenere che la diplomazia abbia ancora «un’ultima possibilità» e nelle ultime ore ha avuto un colloquio telefonico con l’emiro del Qatar.
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L’ipotesi di una riapertura dello Stretto ha subito alleggerito i timori sui mercati: il prezzo del petrolio è sceso sotto gli 80 dollari al barile, mentre le Borse hanno chiuso in rialzo, con Piazza Affari che ha aggiornato il proprio massimo storico. Sullo sfondo, però, la tensione resta elevata. La Cnn ha riferito che il conflitto con l’Iran avrebbe ridotto a livelli «pericolosamente bassi» le scorte di missili statunitensi, ma il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha smentito con forza il report, accusando l’emittente di diffondere «fake news». Intanto gli Houthi hanno colpito con un drone l’aeroporto saudita di Najran e un cargo indiano è affondato nel Mar Rosso.
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