Strage di Ustica, il governo si opporrà all’archiviazione. Mattarella: “Dovere ricomporre i fatti”

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A quarantasei anni dalla strage di Ustica, il governo annuncia che si opporrà alla richiesta di archiviazione dell’ultima inchiesta aperta sull’abbattimento del Dc9 Itavia, mentre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rinnova l’appello a fare piena luce su una delle pagine più dolorose della storia italiana. «Ricomporre quanto avvenne sul mar Tirreno rimane un dovere irrinunciabile», afferma il Capo dello Stato, ricordando che «nella storia della Repubblica il segno di quella catastrofe non è cancellabile».

Strage di Ustica, quando i vigili del fuoco assemblarono i resti dell’aereo

Nel messaggio diffuso in occasione dell’anniversario della tragedia del 27 giugno 1980, in cui persero la vita 81 persone tra passeggeri ed equipaggio del volo Itavia partito da Bologna e diretto a Palermo, Mattarella ha espresso vicinanza ai familiari delle vittime. «Tanti i corpi che non trovarono sepoltura – ha ricordato – e la ricostruzione di quanto accaduto è rimasta a lungo nebulosa». Tuttavia, ha aggiunto, «la via della ricerca della verità è stata percorsa e ha portato a risultati significativi», ribadendo che l’Italia non può sottrarsi al dovere di ricostruire quanto avvenne.

L’ultima inchiesta, aperta nel 2008 dopo le dichiarazioni dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, che indicò nei francesi i responsabili dell’abbattimento del Dc9, si avvia però verso l’archiviazione. Una prospettiva contestata dall’esecutivo, che attraverso Palazzo Chigi ha fatto sapere che, tramite l’Avvocatura dello Stato, presenterà opposizione alla richiesta. Il governo precisa inoltre che al momento non è ancora possibile costituirsi parte civile, poiché il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari. La prossima udienza, con l’intervento delle parti civili, è fissata per il 30 settembre, mentre la decisione è attesa entro la fine dell’anno.

Dura la reazione della presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime, Daria Bonfietti, che definisce la richiesta di archiviazione «una sconfitta per la magistratura, per la giustizia, per la verità e per la storia stessa del nostro Paese». Secondo Bonfietti, gli stessi pm romani ammettono che «le armi della giustizia, le indagini e le rogatorie non sono state sufficienti per individuare gli autori materiali dell’evento». Da qui l’appello al governo affinché pretenda risposte «dai Paesi amici e alleati sulle loro presenze certe nei nostri cieli».

Nel giorno dell’anniversario sono intervenuti anche i presidenti delle Camere. Ignazio La Russa ha sottolineato che commemorare la tragedia significa rinnovare l’impegno delle istituzioni nel perseguire «con determinazione la piena verità», mentre Lorenzo Fontana ha ricordato che «custodire la memoria è un dovere e un impegno collettivo». La segretaria del Pd Elly Schlein ha infine espresso vicinanza ai familiari delle vittime e chiesto al governo di sollecitare Francia e Stati Uniti a mettere a disposizione tutte le informazioni utili per chiarire definitivamente quanto accadde nei cieli di Ustica.


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