Per quanto priva ancora di riscontri (il presidente 5 stelle Conte e la segretaria Pd Schlein a stento si salutano) la proposta avanzata alla festa per i cinque anni di Review dal sindaco di Torino Lo Russo di spedirli insieme a Kiev per vedere di persona cosa vuol dire vivere sotto le bombe, se accettata dai due, sarebbe significativa, anche al di là di farne subito la base per un accordo sull’Ucraina. Che resta ancora, non c’è neppure bisogno di ricordarlo, l’ostacolo maggiore all’accordo programmatico nel Campo largo, gli altri punti in discussione essendo, se non maturi, vicini alla maturazione. La decisione di non votare ognuno contro il documento dell’altro al dibattito di giovedì in Parlamento rappresenta senz’altro un progresso; ma la sensazione è che questi passi, o passettini, siano fatti con la riserva di poterne fare altrettanti all’indietro, per accontentare i rispettivi elettorati. La proposta di Lo Russo invece ha il bene della concretezza, nel senso che dopo aver passato dei giorni a vedere e a verificare cosa vuol dire vivere quotidianamente in guerra, sotto i missili, con il ronzio dei droni che scendono sulle case, come accade agli ucraini ormai da quasi cinque anni, difficilmente Conte e Schlein tornerebbero a casa senza trovare un terreno comune di valutazione. E soprattutto, l’eventuale loro visione comune, osteggiata, come si sa, dai loro militanti, specie se si trattasse della confluenza di uno sulle posizioni dell’altro, sarebbe invece giustificata dalla presa di contatto con la realtà.
Naturalmente la proposta di Lo Russo ha più probabilità di essere accettata se Conte e Schlein pensano, alla fine, di trovare un accordo. Sono in molti, a prescindere da questo ipotizzato viaggio in un Paese martoriato in cui nessuno dei due ha trovato finora tempo e modo di andare, a chiederselo. E sono tanti a credere che, malgrado tutto, il centrosinistra non voglia lasciarsi scappare per una seconda volta, dopo il 2022, l’occasione di competere con il centrodestra, una coalizione logorata da anni di governo, che affronta il passaggio elettorale non certo nelle migliori condizioni. Regalare di nuovo a tavolino la vittoria a Meloni, dal punto di vista degli elettori del centrosinistra, sarebbe un suicidio. Ecco perché la proposta di Lo Russo merita di essere presa in considerazione.
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