Terrorismo anarchico, sette arresti in tutta Italia per i sabotaggi sull’Alta velocità

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«Bloccare tutto», «Continuare nella lotta contro il potere». Queste le parole chiave della rivendicazione anarchica degli attacchi sull’Alta velocità Roma – Firenze e Roma – Napoli la notte dello scorso 13 febbraio. Oggi, nell’ambito di un’inchiesta della procura di Roma, gli agenti della Digos hanno notificato cinque custodie cautelari in carcere e due ai domiciliari per associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico. Secondo gli inquirenti, il gruppo, che si muoveva sul territorio romano, aveva legami con cellule simili a Bologna, Forlì-Cesena, Milano e Napoli.

Il sabotaggio di San Valentino, che aveva provocato danni per 455 mila euro, si inseriva in una campagna antimilitarista e contro le Olimpiadi di Milano – Cortina «che con i loro fiumi di denaro alimentano la speculazione edilizia». La contestazione, però, era ben più ampia. C’era «la rabbia per la presenza ai Giochi degli agenti dell’Ice, le squadracce americane anti-immigrati» e per le forze dell’ordine in generale e c’è la battaglia contro «l’accordo tra la Refe Ferroviaria Italiana, nodo principale della mobilità di forze e materiali bellici, e Leonardo, volto a implementare la logistica militare nella penisola».

Sullo sfondo, poi, l’idea di mantenere viva la mobilitazione dell’anarco-insurrezionalismo contro il 41bis e la detenzione, in regime di carcere duro, si Alfredo Cospito, teorico dell’anarchismo informale. Perquisizioni sono scattate in tutta Italia e anche nel centro “Bencivenga Occupato” nella Capitale.

Notizia in aggiornamento


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