Trump, la democrazia e la società governata dalla legge

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Stiamo vivendo un complessivo, generalizzato paradosso. Con questo termine si identifica di norma l’assurdo di fatti , reali e concreti , che tuttavia contraddicono le regole e principi sui quali fondano la loro stessa esistenza semantica.

Sappiamo bene che il capo di Stato di una democrazia è colui al quale è affidato di difendere e praticare i principi che realizzano quel sistema politico che prevede la sua funzione politica. E che il suo destino politico, gli affida. Viene eletto per realizzare quella democrazia. Se fa cose diverse , rendendo prevalente la sua volontà rispetto a quella che egli deve trarre dalla sua missione, e per di più presentandola come esplicita derivazione dalla sua propria scelta, tradisce la democrazia che si trova a guidare. Non la pratica, non la difende, ma la annulla, avvalendosi dei meccanismi di potere che essa stessa , per la sua funzione , contiene.

Trump negli Stati Uniti d’America sta facendo tutto questo. Ha ridotto la più grande democrazia rappresentativa del mondo a parvenza di società governata dalla legge.

Essa in realtà non è governata. È comandata.

L’Occidente intero, a questo punto , è diventato altro da sé. Perché non conta più la logica faticosa della ricerca del consenso, capace di ripetere nei particolari quotidiani la grande scelta di origine. Conta la decisione del capo. Il quale opera come fosse il proprietario di ciò che in realtà dovrebbe governare.

È chiaro, mi sembra, che una simile, lucida, perdita di legittimità prima o poi deve produrre l’effetto della delegittimazione del comando democratico. È chiaro anche, mi sembra, che alla fine si determina uno scontro duro tra la scelta di governo incapace di ricondursi alla legge, e la sua esecutività storica. Perché la forza del diritto che dovrebbe assisterla non c’è più. Non resta dunque che riconoscere alla forza dell’autore di quella manifestazione di volontà, l’origine della sua stessa legittimità. Cosicché é la trasformazione di una democrazia rappresentativa in ualcosa che non riescoa definire,qualcosaaltro, a realizzarsi storicamente.

Questa è oggi la situazione degli Stati Uniti di America. Nella quale la volontà di una persona in quanto tale, è messa nella condizione di superare la funzione giuridica alla quale essa è chiamata. Ma che è in grado di affermare semplicemente sè stessa, quale inizio e conclusione della sua stessa legittimità.

Cosa accadrà io non so dire. Anzi ritengo arbitrarie e premature le posizioni di quanti si affrettano alla ricerca di una maggiore lucidità di definizione dei fatti. Dei quali si occuperà la Storia, anzitutto sulla base delle convenienze economiche.

Gli Stati Uniti di America nacquero anche dal popolare rifiuto di pagare una specifica tassa all’Inghilterra, sentita come forma di governo inaccettabile. Essi portano nel loro destino la inevitabilità del contrasto tra le esigenze economiche ed il governo stesso dell’economia. Che pretende soluzioni che spettano alla mediazione della politica, nella sua chiara considerazione del valore delle forze e delle esigenze in campo. Alla fine, l’intendance suivrà.

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