Non aveva versato una lacrima alla morte della moglie, nemmeno durante il funerale. Un atteggiamento che aveva subito insospettito i familiari di Jessica Dalla Chiara, l’infermiera di 32 anni morta il 24 giugno 2024 nella sua abitazione di Bussolengo, in provincia di Verona.
A oltre due anni di distanza, il marito Nadir Rossi, 35 anni, ex infermiere del Pronto Soccorso del Policlinico di Verona, è stato arrestato con l’accusa di averla uccisa somministrandole insulina fino a provocarle una crisi ipoglicemica fatale. Il movente, secondo la Procura, sarebbe stato incassare una polizza sulla vita da 100mila euro stipulata dalla donna prima del decesso. «Non ha mai pianto il marito di mia figlia, né subito dopo la sua morte né il giorno del funerale», ha raccontato Maurizio Dalla Chiara, padre della vittima. Ma a far nascere i sospetti era stato anche un altro episodio: pochi minuti dopo la morte di Jessica, la madre avrebbe visto il genero raccogliere medicinali e flaconi, infilarli in un sacco nero e gettarli nella spazzatura. Il 26 luglio 2024, appena un mese dopo la tragedia, i genitori avevano presentato un esposto alla polizia.
Uccise la moglie con l’insulina e incassò l’assicurazione: infermiere arrestato dopo 2 anni
A cura della redazione web
Le indagini hanno ricostruito anche quanto accaduto nelle settimane precedenti. Il 22 maggio Jessica era stata colpita da una grave crisi, seguita da un arresto cardiaco. Un’infermiera del 118 aveva riferito agli investigatori di una reazione anomala del marito quando la donna era stata rianimata: forti rumori provenienti da una stanza, interpretati come un’esplosione di rabbia. La sanitaria aveva poi inviato una segnalazione anonima ai carabinieri. Durante il successivo ricovero all’ospedale di Borgo Trento, i medici avevano sospettato una somministrazione di insulina dall’esterno. Jessica era però tornata a casa senza una diagnosi definitiva. Temeva nuove crisi notturne, tanto da confidare a un’amica che mangiava qualcosa prima di addormentarsi per paura di sentirsi nuovamente male. Una consulenza medico-forense depositata dai familiari nel 2025 ha sollevato interrogativi sulle mancate iniziative preventive dopo quei sospetti clinici. Per gli inquirenti, il marito avrebbe tentato più volte di uccidere la moglie prima di riuscirci. Rossi deve rispondere di omicidio pluriaggravato, tentato omicidio aggravato, occultamento di cadavere, contestato per la rapida cremazione del corpo, e peculato.
Lunedì 2 novembre, nel carcere di Verona, l’uomo comparirà davanti alla gip Carola Musio per l’interrogatorio di garanzia. «Il nostro assistito avrà modo di esercitare pienamente il proprio diritto di difesa nelle sedi opportune», ha dichiarato il suo avvocato Giacomo Giulianelli, chiedendo soprattutto di tutelare la serenità della figlia minorenne della coppia. «Aspettavo il suo arresto da due anni», ha spiegato il padre di Jessica. Ma la notizia, ha aggiunto, non ha cancellato né il dolore per la perdita della figlia né la rabbia nei confronti dell’ex genero.
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