Questione di qualche giorno e in Consiglio regionale tutto tornerà come prima. Il presidente Renzo Testolin, appena decaduto con la sentenza dei giudici di Aosta che hanno accolto il ricorso di Avs per l’esubero di mandati di governo del leader politico unionista (4 invece di 3), tornerà al suo posto facendo ricorso in appello. Così ha comunicato al suo partito, l’Union valdôtaine. E ieri lo hanno saputo anche gli alleati di maggioranza. Secondo la legge, in caso di decadenza per sentenza giudiziaria di primo grado, il ricorso in appello sospende l’efficacia del giudizio.
Una domenica di vertici
Le riunioni tra Uv e alleati si sono svolte ieri mattina nella sede centrale del partito ad Aosta. Al grande tavolo del primo piano della palazzina in mattoni rossi si è seduta per prima la delegazione di Forza Italia con, fra gli altri, la neosegretaria regionale Emily Rini e il capogruppo in Regione Pierluigi Marquis. Poi è stata la volta di due esponenti del Centro autonomista.
Riunione rimasta riservata. Nessuna comunicazione, ma la decisione è stata ascoltata e condivisa. Fino a ieri pochi i commenti sull’intera vicenda, oltre a quelli di Avs, del Pd e di formazioni al di fuori del Consiglio regionale come Adu che ha chiesto «elezioni subito». Silente il centrodestra, mentre il leader di Renaissance Giovanni Girardini, che a fine settembre aveva perso la sfida a sindaco di Aosta, ha scritto sui social: «Primo grande colpo all’arroganza del palazzo».
Cosa accadrà
Le voci nascoste sono in attesa per capire che cosa potrà accadere. E martedì succederà che il presidente del Consiglio Stefano Aggravi alle ore 15 renderà noto quanto accaduto. Nelle file dei consiglieri unionisti siederà anche Testolin che da sabato, giorno della notifica della sentenza, non è più presidente. Al suo posto ci sarà Luigi Bertschy, il suo vice, che guiderà la giunta. La decadenza del presidente fa cadere anche il suo governo, che però resterà in carica per l’ordinaria amministrazione.
Dalle 15 di martedì, cioè dalla presa d’atto dello sconvolgimento politico, la crisi sarà aperta. Cominceranno così a contarsi i sessanta giorni previsti dalle norme della Regione autonoma per poter ricostituire un governo e evitare così la fine della legislatura e nuove elezioni. A quel punto il nastro si riavvolgerà perché dopo qualche giorno Testolin presenterà ricorso, quindi il conto alla rovescia per evitare il ritorno alle urne si azzererà. Testolin e la sua giunta torneranno sui banchi del governo e potranno anche esercitare il loro ruolo appieno, non più soltanto l’ordinaria amministrazione. Pure i lavori del Consiglio potranno riprendere. Situazione di apparente normalità perché durerà fino alla sentenza d’appello. Se il giudizio ricalcherà quello del primo grado Testolin decadrà e la conta dei 60 giorni ricomincerà.
Bertschy guida la crisi
Bertschy, stesso partito di Testolin e stessa situazione perché anch’egli è al quarto mandato di governo, guiderà la crisi. Per lui non c’è stata sentenza in quanto Avs ha promosso ricorso soltanto contro il presidente. Non è difficile immaginare che la gestione sia politica sia consiliare sarà di rara complessità. Per il giudizio di secondo grado, data l’urgenza, ci vorranno almeno due settimane. Il ricorso che Testolin presenterà, al contrario del primo grado, non sarà sostenuto anche da quello della Regione. Per poterlo decidere ci vorrebbe una delibera della giunta che essendo decaduta non può fare provvedimenti oltre l’ordinaria amministrazione. Tanto più che nella sentenza che ha decretato la decadenza del presidente i giudici hanno ritenuto «inammissibile l’intervento della Regione»: non aveva titolo.
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it




