Per sei giorni hanno scavato senza fermarsi, aggrappandosi alla speranza che da sotto le macerie potesse ancora arrivare un segnale di vita. E quel momento è arrivato: un respiro, poi il pianto di un bambino. Il piccolo Klieber Moran, tre anni, è stato estratto vivo dai resti di un edificio crollato a La Guaira, regalando ai soccorritori e a un Paese ferito una delle poche notizie di speranza dopo il devastante terremoto del 24 giugno.
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Il bambino è stato recuperato nelle prime ore di martedì 30 giugno dalla missione di soccorso giordana tra le macerie del complesso residenziale Los Corales Garden 1, nello Stato di La Guaira, l’area più colpita dal sisma di magnitudo 7.5. Subito dopo l’estrazione è stato affidato ai soccorritori e trasportato in ospedale per le cure necessarie.
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Quello di Klieber è il secondo salvataggio miracoloso di un bambino in meno di 24 ore. Lunedì sera, infatti, i soccorritori ecuadoriani avevano estratto vivo dalle macerie anche Carlos, 12 anni, rimasto intrappolato per cinque giorni sotto i detriti nel settore di Macuto, sempre nello Stato di La Guaira. Le immagini diffuse dai vigili del fuoco di Quito mostrano il ragazzino mentre viene liberato e trasportato via in barella tra gli applausi dei soccorritori.
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Un’iniezione di speranza per le squadre impegnate senza sosta nelle ricerche in un contesto di disperazione. Il bilancio continua a contare centinaia di dispersi e quasi 1.500 vittime.
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