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“Vi facciamo fuori”: a scuola con la pistola spara-pallini, due studenti denunciati a Settimo

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Volevano fare uno scherzo e invece due studenti minorenni di Settimo Torinese sono finiti nei guai dopo essersi presentati a scuola con una pistola giocattolo spara-pallini. E averla pure mostrata ai loro compagni: «Adesso facciamo fuori qualcuno». Alla fine i due, rispettivamente di 15 e 16 anni sono stati denunciati dai carabinieri per procurato allarme e minacce aggravate.

Davanti agli insegnanti e agli investigatori hanno ammesso: «Ci dispiace abbiamo fatto una cavolata, non pensavamo alle conseguenze».

L’arma senza tappo rosso

Tutto è successo l’altra mattina all’istituto superiore 8 Marzo di Settimo Torinese, un grande plesso dove oltre 2200 allievi frequentano diversi indirizzi di studi, dal liceo, al marketing fino alle relazioni internazionali e al turismo e informatica. Il corso dove studiano proprio i due minorenni denunciati.

Ad un certo punto, intorno a mezzogiorno, tra una lezione e l’altra, uno dei due studenti – con a fianco l’altro – avrebbe estratto dallo zaino del suo compagno di classe una pistola che risulterà poi essere una riproduzione di una Colt 1911 semiautomatica. Dalla dinamica ricostruita dagli altri ragazzi che si trovavano in corridoio o in classe l’arma non aveva il tappo rosso all’uscita della canna e sarebbe stata puntata verso l’alto, più che altro con l’intento di esibirla.

Il panico nelle classi

Ovviamente, nel giro di un attimo si è scatenato il panico e c’è stato il caos tra chi scappava urlando e chi si è rannicchiato sul pavimento non sapendo che quella fosse una pistola finta. E, soprattutto, non conoscendo le vere intenzioni del loro compagno che impugnava la finta Colt. I professori sono arrivati subito e qualcuno ha anche chiamato i carabinieri. Che, nel giro di qualche minuto, sono piombati in via Leinì, dove c’è la sede dell’istituto superiore. I militari hanno subito identificato i due ragazzi e li hanno portati in caserma dove sono poi arrivati anche i genitori. In parallelo è partita la comunicazione alla Procura dei minori. I due – uno è tutelato dall’avvocata Katia Albanese – hanno ammesso le loro responsabilità, spiegando agli investigatori che volevano solo scherzare.

«Al momento preferirei non rilasciare dichiarazioni visto che la vicenda è stata abbastanza ingigantita – mette in chiaro la professoressa Cristina Reinero, dirigente dell’8 Marzo – dico solamente che l’arma era una pistola giocattolo da soft-air e non c’è stato alcun allarme».


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