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Via all’udienza preliminare per la strage di Brandizzo, i parenti: “Li hanno mandati a morire”

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«Oggi è un punto di partenza. Chiediamo giustizia». Così Antonino Laganà, fratello di Kevin, la più giovane delle cinque vittime, commenta all’avvio del processo per la strage di Brandizzo. Davanti al tribunale, Antonino appare provato e arriva accompagnato dal padre Massimo, da altri familiari e dal loro avvocato, Enrico Calabrese. «Li hanno mandati a morire – dice Massimo – ; non è stato un incidente sul lavoro: lo sapevano che lì passavano i treni, ne erano consapevoli».

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Per la famiglia, l’inizio del procedimento rappresenta un momento atteso a lungo, nel quale cercare di ricostruire quanto accaduto quella notte e accertare le eventuali responsabilità. Prima di loro sono arrivati i familiari di Giuseppe Aversa, anche loro presenti per seguire l’udienza e affrontare una giornata particolarmente delicata.

Parte oggi con la prima udienza preliminare il processo per la strage di Brandizzo: 24 imputati tra cui tre società Rfi, Clf e Sigifer di Borgovercelli per la quale lavoravano le cinque vittime. In aula a sostenere l’accusa c’è la procuratrice Gabriella Viglione con le sostitute Valentina Bossi e Maria Baldari.

In aula è presente anche l’imputato Antonio Massa. Barba lunga e occhiali scuri, Massa è il preposto di Rfi che quella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023 è scampato alla strage insieme ad Andrea Gibin. La sua presenza segna l’avvio di un processo chiamato a ricostruire la dinamica dei fatti e le circostanze che portarono alla morte dei cinque operai.

Fuori dal tribunale di Ivrea i familiari delle altri stragi ferroviarie, tra cui ad esempio quella di Viareggio: «Siamo qui per portare la nostra solidarietà ai familiari delle vittime. Siamo lavoratori e lavoratrici e sappiamo, forse più di altri, che è necessario lottare ogni giorno per tutto l’anno, contro ogni peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita imposte da un sistema barbaro, insostenibile e indifendibile, che antepone il profitto alla sicurezza e alla salute».


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