Nei luoghi del Mundial
FABIO RIVA, NICOLA BALICE
La città di Vigo, Spagna, in questi giorni è centro dell’attenzione dei calciofili e dei tifosi della Juventus per l’impegno dei bianconeri in Europa League, ma è anche luogo storico per il calcio italiano perché ha ospitato le partite del girone dell’Italia Mundial nell’82. Siamo andati a visitare quella che fu la sede del quartier generale azzurro “la Casa del Barón” a Pontevedra, pochi chilometri fuori da Vigo rivivendo i momenti in cui Bearzot aveva trasformato un gruppo in una squadra capace di battere anche le polemiche. La sala in cui si giocava a carte, il tavolino per lo scopone. Le camere: la 101 solo per il ct, quella di Zoff e Scirea impregnata di carisma e silenzio, quella di Rossi e Cabrini, che furono persino al centro di voci su una relazione sentimentale: goccia che fece traboccare il vaso e indusse Bearzot a decidere di iniziare un silenzio stampa. E ancora, lo stadio del Pontevedra dove si giocò quell’ultima amichevole contro una rivale “farlocca”: la prima squadra cittadina era ritenuta troppo forte, Bearzot impose di inserire (più o meno di nascosto) anche qualche giovane. LEGGI ANCHE Da Ancelotti a Spalletti, la Juve a Vigo contro i fantasmi del 2000 | Juve d’Europa, Spalletti contro tutti: “Sono sempre in modalità battaglia”
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